Pakistan: bimba rapita e usata come kamikaze

Sohana Ali, una bambina di nove anni, è stata fermata dalla polizia di un posto di blocco a Islam Dara, nel distretto di Lower Dir, nel Pakistan nord-occidentale. Il fatto non sarebbe una notizia se la bambina non fosse stata trovata con in dosso un giubbotto pieno di esplosivo. La bambina era in procinto di tramutarsi in un kamikaze, realizzando un attentato suicida proprio dinanzi al posto di blocco dov’è stata fermata.

Ad accorgersi che c’era qualcosa di strano nella bambina, è stato uno dei militari pakistani che ha notato, sotto il vestito della bambina, una strana protuberanza. A controlli più approfonditi, è stato rinvenuto il giubbotto che la piccola aveva indossato e che avrebbe dovuto far esplodere non appena si fosse trovata al centro del posto di blocco.

Per fortuna così non è stato, perché la bambina è stata fermata prima e quindi non ha avuto il tempo di farsi esplodere.

Tutto l’episodio è stato confermato da un ufficiale della polizia pakistana, che ha rilasciato delle dichiarazioni all’ANSA di Islamabad, raccontando non solo l’episodio, ma anche la giovanissima età del kamikaze.

Ma ha anche raccontato la storia sfortunata della piccola Sushana. La piccola, infatti, proviene da Hashtnagri e sarebbe stata sequestrata da quattro persone, uomini e donne che l’avrebbero costretta a fare la martire. La famiglia della bambina è povera, il padre è handicappato e la madre fa la sarta.

Queste persone hanno approfittato della situazione famigliare di Sushana, l’hanno rapita e narcotizzata con sedativi, ordinandole di premere il pulsante non appena fosse giunta al posto di controllo.

Il gesto della bambina avrebbe potuto causare morti e feriti, ma per fortuna la bimba è stata fermata prima di raggiungere il suo obiettivo.

Resta incredibile, ormai, la consapevolezza che i terroristi siano in grado di sfruttare i bambini per attuare attentati suicidi e che non si riesca a fermare la loro azione.

Teresa Corrado

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