Grecia, approvata l’austerity tra le proteste

Il Parlamento greco approva il piano austerity, varato per venire incontro alle disposizioni dell’UE, con 155 voti favorevoli e 138 contrari, solo in 5 si sono astenuti. Dopo il conteggio dei voti, è stato comunicato che il premier Papandreou ha espulso dal partito il deputato Panayiotis Kouroumplis, reo di aver votato contro il nuovo piano economico, mentre era stato richiesto espressamente di votare uniti per continuare a ricevere gli aiuti promessi dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Mondiale.

Mentre si votava, il paese continuava ad essere in sciopero. Uno sciopero di 48 ore che ha unito lavoratori pubblici e privati in una delle manifestazioni più grandi mai organizzate in Grecia per protestare contro le nuove norme di austerità proclamate dal Governo e che colpirebbero soprattutto i lavoratori.

Uno sciopero che non ha risparmiato gli scontri con la polizia, che sono continuati anche dopo l’approvazione del piano economico e che sono avvenuti nel centro di Atene.

Si contano oltre 500 feriti, raccolti nel centro provvisorio allestito nella piazza Sintagma, vicino alla fermata della metropolitana, sistemati lì in attesa dei soccorsi.

Un medico ha chiesto aiuto con un appello in TV, anche perché l’aria intorno alla piazza è irrespirabile a causa dei lacrimogeni lanciati dalla polizia sui manifestanti e del fumo scaturito dall’incendio dei cassonetti. Nonostante ciò, un numeroso gruppo di manifestanti continua a restare sul posto per mostrare la propria indignazione contro il Governo.

Apprezzamento, invece, si è avuto dalla UE per l’approvazione del piano, mentre il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso sottolinea che si aspetta ancora per oggi, l’approvazione delle misure che dovranno garantire la realizzazione del programma.

Intanto ci si domanda come misure austere e contrarie alle organizzazioni sindacali, che dovrebbero far rispettare conquiste di anni, siano approvate dalla UE, in riferimento a problemi di crisi finanziaria non causata dai lavoratori, ma dalla cattiva gestione delle banche. La giustizia sembra davvero ben lontana in questo frangente, ma non solo in Grecia.

Teresa Corrado

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