Spagna, gli indignados non si fermano

In Spagna tornano a farsi vedere e sentire gli indignados, i giovani spagnoli che, con un tam tam libero e spontaneo, si danno appuntamento per poter protestare contro il governo, contro le leggi economiche e restrittive che li coinvolgono e che li costringono a restare senza lavoro.

In migliaia si sono riuniti a Madrid, nella ormai famosa piazza Puerta del Sol, dove, insieme a chi ha percorso a piedi il tragitto dalle varie regioni della Spagna per giungere al loro appuntamento, sono ritornati a scandire i loro slogan, per niente stanchi e inarrestabili.

Circa 500 ragazzi sono giunti a Madrid e si sono accampati nella piazza, stanchi per il lungo viaggio, ma sicuramente decisi a far sentire le proprie voci a chi, invece, sperava di aver terminato con loro.

Ebbene si, perché è passato un mese dal fatidico 15 maggio, quando per la prima volta i giovani scesero in piazza spontaneamente per indignarsi contro chi continua a sfruttare i giovani.

Gli indignados sono in piazza per denunciare la politica corrotta, la collusione tra banche e poteri, la disoccupazione. Sono lì per chiedere più democrazia, più rispetto, più giustizia, contro un sistema politico ed economico che tralascia le esigenze minime delle persone.

Una protesta pacifica che si ripete a distanza di un mese, ma che non vuole essere ignorata, soprattutto da chi risiede al governo, da quelli che vengono indicati come i politici corrotti che detengono i poteri forti dell’economia e che sono accusati di aver messo il paese in crisi e cosa ancor peggiore, che non fanno nulla di reale per poter superare il momento critico che la Spagna sta affrontando e che pensano solo a salvaguardare i propri affari.

Teresa Corrado

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