La Spagna fa dietrofront e chiude ai romeni

Questa è la notizia del giorno per la Spagna guidata da Zapatero che rivede la libera circolazione dei nuovi cittadini europei. Venerdì scorso alla Ue avevano deciso che non si potevano chiudere le frontiere, andando contro gli accordi comunitari, oggi, invece, le cose sono state riviste. Sarà stata la politica di Zapatero, che nonostante le implicazioni comunitarie, non ha fatto marcia in dietro e ha continuato dritto per la sua strada, ma saranno state anche le migliaia di persone, gli “indignatos” che si sono radunate pacificamente per le vie e le piazze della Spagna, chiedendo un cambiamento immediato e deciso nella politica del paese, a difesa dei lavoratori spagnoli.

Il primo passo è stato fatto. A fronte di una crisi che ha portato la disoccupazione della Spagna ad un 20% della popolazione, Zapatero, ha deciso di chiudere, “temporaneamente” le porte ai lavoratori romeni.

“Non ce n’è per noi, figuriamoci per gli altri” sono state le parole di una fonte diplomatica spagnola che riassume in breve la decisione presa dal Governo spagnolo.

La Ue adesso si ritrova a fronteggiare una decisione alquanto imbarazzante, visto che la decisione sembra compatibile con gli accordi. La preoccupazione maggiore resta quella che altri stati componenti possano adottare lo stesso stratagemma della Spagna per poter uscire dalla crisi. Olanda e Danimarca, infatti sono già al lavoro.

In Spagna ci sono già 800 mila rumeni il cui 38% senza lavoro, il provvedimento, naturalmente non coinvolgerà chi già è all’interno del paese, anzi, si cercherà di assorbire prima questi e successivamente, quando si raggiungerà un non indifferente abbassamento del tasso di disoccupazione, si potranno riaprire le porte agli altri.

Teresa Corrado

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