Pakistan, sono sei le vittime dei due attentati

Nel Pakistan nord-occidentale oggi ci sono stati due attentati che hanno causato la morte di sei persone, tra cui un bambino, e il ferimento di altre 23. Insieme a loro è morto un quindicenne che era il kamikaze inviato a far esplodere la bomba.

Due esplosioni, a poca distanza l’una dall’altra nella zona di Pashawar. L’attentatore un ragazzino, come prevede ormai la nuova strategia delle bande di talebani che non hanno alcuna remora ad utilizzare, bambine o bambini, oppure semplici ragazzi per efferati attentati che uccidono e distruggono.

Secondo quanto appreso dalle tv a Islamabad, il primo attentato è avvenuto a Lahore Gate, nei pressi di un commissariato di polizia, dove è stata fatta esplodere una bomba che ha ucciso quattro agenti di polizia e un bambino, ferendo 14 persone. A confermare il tutto all’Ansa, il commissario Imtiaz Khan.

Lo stesso commissario ha poi parlato di un altro attentato portato a termine da un ragazzino di quindici, sedici anni, ha prima lanciato una bomba a mano e poi ha fatto esplodere il proprio giubbotto uccidendo una persona e ferendone altre sei.

La strage sarebbe potuta essere maggiore, ma per fortuna i sei chili di esplosivo che il ragazzino aveva con se, non sono esplosi del tutto.

Poco lontano è stato rinvenuto anche il corpo di una donna, che all’inizio era stata considerata una kamikaze, ma che poi è risultata solo una vittima.

La strategia del terrore, collaudata ormai da tempo dai terroristi islamici, sta tentando di mettere la popolazione in un continuo stato di allerta e tensione, in previsione di un allontanamento delle forze di coalizione occidentale.

Teresa Corrado

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