Siria, continua la repressione: 21 morti a Homs

Che cosa accade in Siria e perché non si riesce a fermare la repressione che il presidente Assad continua a perpetuare sulla sua popolazione, non si riesce a spiegare. Nonostante le continue richieste della comunità internazionale e di quella araba, non si è fermato il genocidio. La giornata di ieri doveva essere ricordata come la giornata della visita del segretario della Lega Araba a Damasco, invece si è trasformata nell’ennesima giornata di massacro da parte dei militari siriani che non si sono fermati nemmeno grazie alla visita del segretario arabo.

A Homs e in altre città della Siria, durante manifestazioni di protesta contro il regime presidenziale, e secondo gli attivisti siriani, l’esercito fedele ad Assad, ha sparato ancora una volta contro la popolazione uccidendo 21 civili.

Secondo i media ufficiali, invece, l’esercito sarebbe stato attaccato da bande di terroristi armati e si sarebbe solo difeso dal loro attacco. La Francia ha accusato ancora una volta, Damasco di crimini contro l’umanità. Ma a frenare le possibili e richieste a gran voce nuove sanzioni contro il paese arabo, ci pensa la Russia che è fortemente contraria a un’esasperazione della situazione siriana. Una continua e dura lotta quella portata avanti dagli attivisti siriani che in questi giorni. La Siria sembra non attirare abbastanza le mire delle coalizioni internazionali che sono intervenute solo con sanzioni e minacce.

Intanto la Croce Rossa Internazionale che solo pochi giorni fa aveva avuto l’accesso ad una delle prigioni siriane, ha chiesto di poter visitare tutte quelle al cui interno sono presenti come prigionieri, gli attivisti arrestati.

Teresa Corrado

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