Somalia: firmata una road map, ma la carestia sembra inarrestabile

Mentre la carestia imperversa sulla Somalia e le organizzazioni internazionali denunciano la poco collaborazione tra i vari governi della zona, che non pensano alla salvaguardia di donne e bambini, si cerca di trovare delle soluzioni alla immane tragedia che sta colpendo il Corno d’Africa. Inermi restano bambini, donne e uomini, mentre subiscono la fame e la carestia senza potersi ribellare. A Mogadiscio, sotto i migliori auspici dell’Onu, è stata firmata una road map che dovrebbe permettere di uscire dall’immobilità causata dal governo di transizione somalo, che si è dimostrato incapace di risollevare il paese da una guerra civile che dura ormai da vent’anni.

A firmare la road map, il presidente domalo, Sharif Sheick Ahmed, i responsabili dell’autoproclamata regione autonoma del Putland e la milizia filo-governativa Ahlu Sunna wal Jamaa. Il presidente somalo si è detto deciso, insieme a tutti i firmatari, di voler risollevare le sorti del paese che ormai ha sofferto troppo in questi anni e sta subendo una delle più terribili carestie degli ultimi decenni (leggi).

Da giorni, infatti, i rappresentanti delle fazioni erano riuniti per cercare un accordo che migliorasse la sicurezza della capitale Mogadiscio e in altre regioni del sud del paese, ma anche all’elaborazione di riforme istituzionali, oltre alla ferma decisione di raggiungere una riconciliazione nazionale elaborando un progetto di costituzione che possa essere approvato da tutte e tre le fazioni. La scelta di trovare una via d’uscita per mettere finalmente fine ad una guerra civile che ha visto lo sterminio di migliaia di persone, anche se la road map, dovrebbe partire solo l’anno prossimo.

Questo progetto, fortemente sostenuto dall’Onu che ha cercato di porre fine alla continua lotta fratricida, giunge in un momento particolare per la Somalia, colpita dalla carestia. La siccità ha colpito ben sette regioni del sud della Somalia (leggi) e gran parte di queste sono sotto il controllo degli shabaab. Ma a preoccupare l’Onu e le altre organizzazioni internazionali è l’alto numero di persone coinvolte in questa carestia, si parla di 750 mila persone, oltre alle decine di migliaia di morti che sono stati già raggiunti dalla siccità.

Teresa Corrado

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