Al Awlaki ucciso da un drone americano

È stato ucciso grazie ad un raid aereo messo in atto da un drone americano, Anwar Al Awlaki, Imam radicale yemenita-americano, considerato uno dei maggiori ispiratori di sanguinosi attentai contro gli americani. L’uomo che si trovava nello Yemen, è morto durante un bombardamento che secondo fonti anonime americane, è stato raggiunto da un’operazione condotta dalla Cia. Sicuramente farà discutere molto il modo in cui, un cittadino americano è stato ucciso senza un regolare processo. Sta di fatto che il presidente americano Barack Obama, ha definito l’operazione un successo, congratulandosi con le forze americane e yemenite che hanno collaborato per l’individuazione ed eliminazione di quello che è considerato uno dei peggiori nemici degli americano. L’uomo era molto legato ad Al Qaida di cui è stato ispiratore, in questi anni, di molti attentati avvenuti o evitati, messi a punto per colpire cittadini ed interessi economici americani.

Al Awlaki era già scampato, in precedenza ad un analogo attacco. L’uomo di quarant’anni, era figlio di un ex ministro dell’agricoltura yemenita. Si era trasferito nello Yemen solo nel 2004, essendo nato negli Stati Uniti e possedendo la cittadinanza americana.

Le fonti di Intelligence americane parlano di lui come “capo delle operazioni esterne” di Al Qaida, un oratore che avrebbe istigato e ispirato molti attentati. Si parla di Nidal Hassan, un maggiore di origini palestinesi che nel 2009 ha ucciso tredici persone in una sparatori a Fort Hood, dell’attentatore nigeriano che, sempre nel Natale del 2009, avrebbe voluto far esplodere un aereo in volo da Amsterdam a Detroit, nascondendo l’esplosivo nelle mutande, ma anche di un altro che nel 2010 avrebbe voluto far esplodere un aereo cargo.

A lui sembra si siano ispirati anche gli attentatori del sanguinoso attentato che nel 2000 fecero esplodere una bomba nel porto di Aden contro la nave da guerra americana Cole, uccidendo 17 marinai. Un attentato che sicuramente preannunciava qualcosa di molto pericoloso prima dell’11 settembre. L’uomo, infatti, in video rivolti ai musulmani, ha sempre incitato questi ultimi a non aver paura ad uccidere gli americani, una chiamata alle armi per i musulmani di tutto il mondo.

L’uccisione di Al Awlaki resta quindi una vittoria per il popolo e per i militari americani che in questo modo continuano a tenere alta l’attenzione sulla lotta al terrorismo per proteggere i propri cittadini in tutto il mondo, ma anche all’interno degli Stati Uniti.

Teresa Corrado

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