Pestata a morte donna irachena: “sei una terrorista”

Los Angeles. La notizia sarebbe potuta passare inosservata se il fatto fosse accaduto in uno dei paesi arabi, ma a farne le spese, questa volta, è una donna che abitava a Los Angeles metropoli degli Stati Uniti. Shaima Alawadi, una donna irachena, madre di cinque figli è stata ritrovata, priva di coscienza, dalla figlia. La donna di trentadue anni è stata ritrovata dalla figlia diciassettenne nella propria casa a El Cajion, nella contea di San Diego, zona meridionale della California. A causa del duro pestaggio subito, la donna è morta, lasciando sgomenta la famiglia. Accanto a lei è stato trovato dagli agenti di polizia,un bigliettino su cui era scritto “Sei una terrorista”.

La polizia che ha immediatamente avviato le indagini, è venuta a conoscenza che la famiglia aveva ritrovato qualche tempo fa, un identico biglietto che minacciava l’intera famiglia, accusata di essere covo di terroristi. Sullo stesso, secondo le dichiarazioni che ha rilasciato la giovane diciassettenne alla Cnn, c’era scritto “Questo è il nostro paese, non il vostro”. Ma nessuno della famiglia ha fatto caso al biglietto o si è preoccupata, pensando ad uno scherzo. Sentendosi al sicuro nessuno della famiglia ha pensato a contattare la centrale di polizia per una denuncia, pensando che non c’era nulla di cui preoccuparsi.

La morte della giovane madre iraniana, avvenuta con tanta violenza, riporta prepotentemente in primo piano, rapporti colmi di tensione che continuano ad esserci tra Usa e Iran, che continuano a fronteggiarsi mantenendo ognuno i propri punti di vista. Intanto tra la popolazione americana sembra tornare lo spettro delle cellule terroriste dormienti che potrebbero essere ancora presenti all’interno del paese. La California comincia a fare i conti con la paura e la tensione oltre che con il crescente atteggiamento diffidente che viene riservato a cittadini mediorientali, soprattutto verso cittadini di paesi ostili che in questo momento così delicato per la politica internazionale e per i rapporti in Medio Oriente, sembra che possano essere causa di disordini e giustizie sommarie. Discriminazione e razzismo tornano prepotentemente a colpire un paese che ha fatto dell’uguaglianza la sua bandiera, ma che dopo le Torri gemelle, si sente costantemente minacciato dai terroristi islamici.

Teresa Corrado

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