Le ultime notizie dalla Siria: 450 morti, bombardata una scuola

Continuano a scorrere fiumi di sangue in Siria, lacerata da un conflitto di una guerra civile che sembra non abbia mai fine e che non risparmi nessuno. Nuovi attacchi disumani sono stati annunciati dagli oppositori di Assad. Gli attivisti denunciano che, nel giro di cinque giorni nel villaggio Jdaidet al-Fadl, un sobborgo a sudovest di Damasco, hanno perso la vita 450 persone: «Centinaia di cadaveri di persone giustiziate dal regime e dalle milizie paramilitari, soprattutto di bambini e donne, sono stati trovati oggi. I residenti che stanno subendo un vero e proprio rastrellamento, temono un altro massacro». Molti i bambini e le donne feriti e uccisi. A riferire l’andamento dei fatti i gruppi oppositori è, in particolare, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, i Comitati di Coordinamento Locale e la rete Sham. Sempre secondo quanto comunicato dai ribelli, il villaggio è stato teatro di forti bombardamenti, di scontri tra i ribelli e le forze governative. I miliziani jihadisti hanno attaccato il villaggio e bruciato le case. L’Osservatorio comunica che il numero dei feriti potrebbe esser maggior e che sono stata trovati molti corpi sfigurati. Rami Abdel Rahman, direttore dell’Osservatorio ha dichiarato: «Chiediamo al Comitato Internazionale della Croce Rosse di inviare una delegazione a Jdaidet al-Fadl per indagare». Bersaglio di violenza è stata anche una scuola nel villaggio di Al Maghara, regione di Idlib, bombardata dall’esercito del presidente Assad da colpi di artiglieria. Sono 14 i morti: 9 scolari e 5 insegnanti.
Sono in corso alcune trattative per trovare una soluzione politica alla guerra civile. Si è tenuta, in particolare, a Istanbul una riunione tra i ministri degli Esteri degli 11 Paesi occidentali e musulmani del gruppo Amici della Siria, tra cui c’è anche l’Italia. L’obiettivo principale è di mettere un punto a queste infinite carneficine. Il segretario di Stato Usa, John Kerry, aveva annunciato l’erogazione americana di altri 123 milioni di dollari al fine di aiutare all’opposizione armata, aiuti “non letali”. Washington dovrebbe così fornire all’opposizione materiale militare a scopi difensivi: mezzi blindati, giubbotti antiproiettile e visori notturni.

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