Calcioscommesse in Italia, ritorna l’ombra del calcio corrotto

Giuseppe Signori con la maglia del Bologna (foto ansa)

Nel novembre 2010 alcuni giocatori della Cremonese, squadra militante in prima divisione girone A, verreno colpiti da un’intossicazione causata dall’assunzione di bevande con all’interno dei tranquillanti, prima della gara contro la Paganese. Da questo episodio, alquanto singolare,  si sono materializzate una serie di indagini ad ampio raggio, che hanno permesso alla squadra mobile di Cremona in primis, di sgominare un’organizzazione criminale che si occupava di cercare di truccare le partite di calcio.  Perquisizioni e arresti in molte aree della nostra penisola: Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Sedici gli arrestati fin’ora, tra cui l’ex bandiera della Lazio Giuseppe Signori, indagati inoltre Stefano Bettarini e Cristiano Doni capitano dell’Atalanta.

Nel concreto l’organizzazione avrebbe offerto delle cospicue somme di denaro per manipolare a proprio favore alcune partite di serie A,B e Lega Pro. Per ciò che concerne la massima serie, si fa riferimento (fin’ora) al tentativo andato a vuoto di truccare Inter-Lecce. Secondo gli investigatori l’estremo difensore del Benevento, Marco Paoloni (che fino a metà stagione era di proprietà della Cremonese, ma che i dirigenti hanno cercato di liberarsene nel momento in cui trapelavano i primi sospetti sul calcioscommesse a gennaio) avrebbe fatto credere ad alcune persone che sarebbe riuscito nell’intento di contattare alcuni giocatori salentini, per poter sistemare il risultato sul 3-0 per l’Inter (tentativo poi andato a vuoto perchè i neroazzurri si sono imposti per 1-0 con la rete di Giampaolo Pazzini). Per il portiere, sempre secondo le indagini, anche il rischio concreto di essere stato il protagonista nell’immettere i tranquillanti sulle bevande dei propri ex compagni, per alterare le prestazioni sul campo.

Tommaso Maria Ferrante

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