Caso Denise Pipitone: Jessica Pulizzi assolta anche in appello, Piera Maggio continuerà la sua battaglia

Non c’è pace per mamma Piera Maggio lei che da 11 anni lotta per la sua piccola Denise oggi vede un nuovo muro sulla strada della ricerca della verità. Pochi minuti prima della sentenza ai giornalisti dichiarava che in ogni caso sarebbe andata avanti, che a prescindere da quello che i giudici avrebbero detto lei ha la sua verità, ha le sue convinzioni e continuerà a lottare per la piccola Denise. E poi però arriva la sentenza: un nuovo macigno su questa vicenda. È stata infatti assolta anche in appello la sorellastra di Denise Pipitone, Jessica Pulizzi. La Corte d’Appello di Palermo ha confermato l’assoluzione della Pulizzi, accusata del sequestro di Denise, scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre del 2004. Dichiarato, invece, prescritto il reato contestato al fidanzato Gaspare Ghaleb, imputato di false dichiarazioni al pubblico ministero. Sono queste le ultime notizie che arrivano da Palermo in merito al caso e le prime parole di mamma Piera subito dopo la sentenza sono amare: “Non c’è giustizia per mia figlia”, dice la donna che però è ancora una guerriera ed è pronta ad andare avanti. Prima della lettura della sentenza Piera ricordava che ha la forza di continuare a cercare sua figlia, credendola ancora viva, dopo aver ascoltato delle intercettazioni in cui si parla della piccola. Intercettazioni che risalgono a un paio di mesi dopo la scomparsa di Denise. Piera ha anche parlato del padre di sua figlia, che è anche padre di Jessica: “In questa situazione lui si trova in grande difficoltà ma sin dall’inizio ha implorato Jessica di raccontare la verità, di certo più di questo non può fare” ha commentato mamma Piera. 

Il procuratore generale della Corte d’appello di Palermo aveva chiesto la condanna a 15 anni di carcere per la Pulizzi nel processo di secondo grado per il sequestro della piccola Denise. L’imputata, accusata di sequestro di persona in concorso, il 27 giugno 2013 fu assolta dal Tribunale di Marsala «per non aver commesso il fatto».

Non sono bastate le intercettazioni che sembravano incastrare la donna, non è bastato il fatto che il giorno della scomparsa di Denise la famiglia Pulizzi non fece visitare l’appartamento alle forze dell’ordine. Tanti indizi che non sono utili, a quanto pare, per i giudici, a condannare Jessica. La sorellastra di Denise ne esce pulita ma Piera non si arrende e da quello che dichiara dopo la lettura della sentenza si intuisce che si arriverà anche in Cassazione. Sono intanto passati 11 anni dalla scomparsa della piccola. Oggi Denise sarebbe o forse è una adolescente.

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