L’appello della mamma di Elena a Chi l’ha visto: “La signora che ha preso mia figlia la riporti a casa”


Troppe volte negli ultimi giorni abbiamo chiesto sulle pagine di cronaca nera di appelli di mamme inascoltate che si sono ritrovate poi a mettere in una bara il cadavere della loro figlia. Speriamo che la storia di Elena, una giovanissima ragazza di Cuneo, minorenne, abbia un epilogo diverso. Da quasi due mesi sua madre la cerca senza l’aiuto di nessuno. Sa che sua figlia è in Sicilia e da Cuneo è partita da sola un macchina per cercare la ragazzina ma con le sue sole forze non c’è riuscita ed è dovuta tornare a casa. Ha dormito in macchina, ha chiesto a centinaia di persone ma di Elena nessuna traccia. Non un messaggio, una telefonata eppure Elena, secondo il racconto di sua madre, sta con una donna che potrebbe essere sua madre. Tutto è iniziato qualche mese fa: una amicizia particolare nata per caso quella tra Elena e questa donna siciliana di 50 anni. Lei diventa ossessiva, manda messaggi alla ragazzina, la va a prendere a scuola. La mamma di Elena non vuole che ci sia questo rapporto morboso, vuole che sua figlia esca con ragazze della sua età e si rende conto che c’è qualcosa di strano nel rapporto che sua figlia ha con questa donna. Arriva a toglierle il telefono, la chiude in casa ma la 50enne si presenta sotto casa sua, si nasconde, solo per vedere Elena. Un paio di giorni prima della scomparsa di Elena, la sua mamma esce di casa, la chiude dentro. Le vicine sentono trambusto: l’amica di Elena è arrivata a casa, non può aprire, non sa cosa fare e urla. Le vicine dicono di aver sentito le minacce, la donna giura vendetta contro la mamma di Elena urla anche frasi come “Io ti ammazzo“. Pochi giorni dopo Elena scompare nel nulla. Gli appelli a Chi l’ha visto e le richieste di aiuto, l’ultima nella puntata in onda il 20 settembre 2017. Le lacrime di una mamma che non sa cosa sia successo a sua figlia, la disperazione di una famiglia.

C’è un reato, ci ricorda l’avvocato La Scala presidente dell’associazione Penelope, e anche se la ragazzina è “consensulamente” d’accordo con questa fuga, il reato di sottrazione di minore resta. E poi l’ennesimo appello alle istituzioni: in questa storia c’è una vittima, la quindicenne e c’è una madre che chiede aiuto per cercarla ma nessuno interviene. E se poi finisse in tragedia anche in questo caso dovremo parlare di lentezza della burocrazia? 

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