Referendum costituzionale 4 dicembre 2016: cosa accade se vince il Sì


Si avvicina sempre di più la data del referendum costituzionale: il 4 dicembre gli italiani saranno infatti chiamati alle urne per decidere se approvare la riforma della Costituzione o bocciare il ddl Boschi attraverso un referendum confermativo che potrebbe avere serie ripercussioni sul destino del governo e sul quale sono puntati anche gli occhi di Bruxelles. Aldilà di chi voterà Sì o No solamente per far restare o (tentare di) cacciare Renzi dal ruolo di premier, gli ultimi sondaggi in proposito rivelano un’alta percentuale di indecisi: tra questi c’è anche chi ancora non sa cosa accadrà se vince il Sì o il No. Cominciamo a spiegare in dettaglio le ragioni del Sì e cosa succederà qualora il Sì dovesse battere il No con la maggioranza dei voti – e non con il quorum. 

Accorciare le tempistiche e i processi legislativi, assicurare una migliore stabilità alla politica di un Paese che ha visto passare troppe guide al governo in così pochi anni, ridurre il numero dei parlamentari. Perché votare Sì? I sostenitori della riforma costituzionale appoggiano in pieno le tesi proposte dal testo della riforma costituzionale. Più in sintesi, se al referendum costituzionale del 4 dicembre dovesse vincere il Sì, accadrebbero principalmente le seguenti cose:


  • Bicameralismo addio e nuovo Senato: addio al batti e ribatti tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. L’iter delle leggi, per essere concluso, deve passare infatti al vaglio delle due Camere, che però hanno gli stessi poteri. Se vince il Sì, si avranno 630 deputati e 100 senatori. Per i primi permarrà l’eleggibilità a livello nazionale, i secondi faranno invece da punto d’incontro tra governo centrale e poteri locali. Questo porterà dunque al cosiddetto Senato dei 100, che non potrà più votare la fiducia al Governo, ma avrà comunque il diritto – tramite maggioranza assoluta – di proporre alla Camera proposte di legge dei senatori, mentre i tempi per eventuali modifiche alle leggi discusse dalla Camera saranno drasticamente accorciati. I nuovi senatori non dovranno avere minimo 40 anni di età per accedere al Senato e non avranno doppio stipendio. Permane invece l’immunità.
  •  Accelerazione e snellimento processi legislativi: il Governo potrà godere di una via preferenziale che riduce drasticamente i tempi di discussione e approvazione di un disegno di legge necessario per l’attuazione del proprio programma politico. Inoltre nei decreti legge sparirà la possibilità di “mettere tutto nel calderone”, ovvero di inserire argomenti disomogenei da approvare o bocciare in toto: i contenuti, in poche parole, saranno più specifici.
  • Rapporto tra Stato e Regioni: lo Stato avrà maggiori competenze rispetto alle Regioni: queste ultime perderanno molto potere.
  • Abolizione Province: le Province spariranno definitivamente; le loro competenze saranno divise tra Città Metropolitane, Comuni, Regioni e Stato. Ciò non vale però per le Regioni a Statuto Speciale.
  • Addio CNEL: il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, ente statale previsto dalla Costituzione, sparisce. Renzi ha promosso questo punto come l’inizio dello sbarazzarsi dei cosiddetti “enti inutili”.
  • Quote rosa: sarà stabilita costituzionalmente la parità di genere nelle Camere e nelle Regioni.

2 commenti su “Referendum costituzionale 4 dicembre 2016: cosa accade se vince il Sì”

  1. Anna Uricchio
    23 Novembre 2016

    Per il SI sicuramente per evidenti motivi per cui il commento è superfluo
    La Giorgia Meloni è intelligente ma tanto antipatica fino al punto che per sostenere le sue ragioni è disposta a negare l’evidenza, almeno Renzi ha il coraggio di fare, cosa che gli altri prima hanno fatto ma solo i fatti loro

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