War texting: con un sms si ruba un’auto e non solo

Uno squillo sul cellulare, hai ricevuto un sms, ma non è come gli altri, lo leggi e la serratura elettronica dell’auto si apre, il motore si accende e sei pronto a partire. Il problema è che potresti anche non esserne il proprietario! La tecnologia, si sa avanza e purtroppo aiuta un po’ tutti, buoni e cattivi. La scoperta è figlia di due ricercatori americani,  Matthew Solnik e Don Bailey, scienziati alla iSec Partners, presentata a Las Vegas alla conferenza BlackHat che trattava di sicurezza elettronica. War-texting, questo è il nome della loro tecnica bizzarra che apre un dibattito serio sulla sicurezza e su quanto in realtà la tecnologia faccia per aumentarla o per creare altri punti deboli.

In questo caso il sistema dimostrato da Don e Matthew è molto semplice: quando il proprietario di un’ auto (una Subaru nel caso di Las Vegas) si accinge ad aprire la portiera con la propria chiave elettronica e a mettere in moto, il segnale emesso dal proprio dispositivo, completo di password, viene intercettato da un semplice smartphone Android grazie ad una mini-rete GSM attivata ad occorrenza nei pressi della vettura del malcapitato. Un sms ricevuto, contenente la pwd di identificazione dell’auto, è sufficiente per elaborare in breve tempo, informazioni segrete utili ad aprire l’auto e addirittura ad avviare il motore, senza creare danni alla vettura e senza perdite di tempo.

A quanto pare il problema è abbastanza grave, perché oggi molte case automobilistiche abbandonano i vecchi sistemi di apertura e messa in moto, con le nuove chiavi elettroniche che a questo punto impongono nuove domande e soprattutto una seria analisi su quello che la tecnologia può fare per rendere tutti più sicuri. Questo perché il problema dell’auto dimostrato dai giovani scienziati americani, apre a dubbi ben più gravi; oggi la trasmissione di dati su reti GSM viene utilizzata in molti campi, basti pensare agli aggiornamenti firmware che avvengono via sms, come le telecamere che servono per monitorare zone critiche di alcune  città o autostrade, o nelle industrie ed ancora, tutti i sistemi Wireless che tanto ci piacciono in questa nuova era. Insomma, Don e Matthew forse vogliono dimostrarci che con la tecnologia non sempre possiamo dormire sonni tranquilli.

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