Dall’Ecuador arriva la cura per cancro e diabete


Gli abitanti di un paesino sperduto dell’Ecuador, sembrano immuni al passare degli anni e all’insorgere di malattie quali il cancro e il diabete. A rivelarlo sono i due ricercatori Jaime Guevara-Aguirre e Valter Longo, che hanno studiato il fenomeno per anni.

Iniziò tutto nel 1987, quando Guevara-Aguirre, passeggiando a cavallo, s’imbattè in uno di questi uomini, alti solo un metro. Quindi, raggiunto il loro villaggio, si accorse che i suoi abitanti avevano qualcosa di “speciale”: nessuno di loro superava il metro d’altezza, e tutti dimostravano molto meno della loro reale età. Spinto dalla voglia di comprendere il fenomeno, lo scienziato esaminò 99 persone, e scoprì che tutti erano affetti dalla sindrome di Laron.


Le famiglie di questo villaggio hanno cognomi ispanici e radici ebraiche, e sarebbe questo il nesso con la malattia, che è particolarmente diffusa tra i gruppi di origini sefardite, cioè ebrei, spagnoli e portoghesi appunto. Inoltre Aguirre, negli anni ’90, si rese conto della relazione tra la sindrome di Laron e la longevità degli abitanti di quel villaggio sperduto tra i monti dell’Ecuador.

La comunità scientifica non dette inizialmente credito allo studioso, “per scarsità di prove”, ma lui non si perse d’animo, e si fermò altri 10 anni nel villaggio per studiare da vicino il fenomeno. L’unico a dargli credito fu il collega Valter Longo, che così nel 2005 iniziò a collaborare con lui.

La sindrome consiste nella sotto-produzione dell’ormone IGF-1, dovuta a sua volta ad un’anomalia nel recettore dell’ormone della crescita. A questi omini mancano le ultime 8 unità del recettore dell’ormone della crescita, fondamentali per la reazione al passaggio dell’ormone stesso. Ma la sindrome di Laron ha anche altre caratteristiche, quali obesità, forma particolare del naso e pene sottodimensionato. Tale sindrome con il tempo ha portato ad una mutazione genetica che ha reso gli abitanti del villaggio immuni a cancro e diabete (nonostante l’obesità), che sono tra le cause principali di morte per invecchiamento. Possono perciò potenzialmente vivere molto più a lungo di noi.

L’idea di Aguirre e Longo è quella di capire se, limitando la produzione di IGF-1 alla giusta misura, si possa vivere più a lungo senza avere le controindicazioni dei malati di sindrome di Laron. Esiste già un farmaco, il Pegvisomant ,che abbassa la produzione  di tali ormoni, e al riguardo i due ricercatori dicono: “La nostra ipotesi è che questa medicina, usata in determinate dosi e modi, allunghi la vita”.

Che abbiano tra le mani il segreto per una vita più lunga?

Assunta De Rosa


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