Una speranza per la Terra: addio alla plastica, arriva l’acqua elastica

Arriva dal Giappone l’ultima speranza per il futuro dell’umanità, una scoperta scientifica che, se confermata, potrebbe rivelarsi l’invenzione del secolo: è l’acqua elastica, un materiale del tutto naturale prodotto dagli scienziati della Japan Science and Technology Agency di Tokio e in grado di rimpiazzare il derivato del petrolio più diffuso sul pianeta, la plastica.I vantaggi di una rapida diffusione del’acqua elastica sarebbero incalcolabili, soprattuto dal punto di vista ambientale, visto che è un prodotto del tutto naturale, che dunque non presenta i fattori di inquinamento della plastica, sia in fase di produzione che di smaltimento. Data la sua totale naturalezza e le doti di estrema elasticità e viscosità, l’acqua elastica rappresenterebbe anche un incredibile salto in avanti per le applicazioni mediche e chirurgiche: sarebbe infatti un ottimo materiale per mantenere i tessuti connessi ed evitare problemi di rigetto.

Per la verità la scoperta dell’acqua dell’acqua elastica non è recentissima: gli scienziati giapponesi avevano annunciato la sua invenzione già 3 anni fa, realizzando un materiale costituito per il 95% di acqua, più una piccola parte di argilla e di altri prodotti organici, insomma un materiale naturale e biodegrabile al 100%. All’apparenza si presenta trasparente, alla vista quasi gelatinoso, ma in realtà ha la durezza della plastica e una maggiore elasticità, dovuta alla viscosità del composto.

Da quando ne è stata annunciata la realizzazione, dell’acqua elastica però si sono perse le tracce: da tre anni a questa parte non se ne è più parlato, non si sa se per problemi riscontrati nel progetto o perchè gli scienziati giapponesi hanno preferito lavorare in silenzio. Di certo la diffusione dell’acqua elastica ha incontrato e incontrerà l’opposizione delle lobby multinazionali del petrolio, che, secondo la vulgata, hanno già bloccato, ungendo di soldi gli inventori, la fusione fredda e la diffusione delle automobili a combustibili naturali, come l’idrogeno.

Il fatto che adesso se ne torni a parlare riaccende tuttavia la speranza di un futuro migliore per l’uomo e l’ambiente terrestre che lo ospita, ma anche dal punto di vista economico, visto che il 71% della Terra è costituito da acqua e la sua reperibilità e lavorazione ha dei costi infinitamente inferiori a quelli del petrolio. Del resto l’acqua elastica non potrebbe sostituire in toto la plastica, ormai capillarmente diffusa nella vita quotidiana di ciascuno, ma la sua introduzione potrebbe almeno diminuirne l’impatto, sia per quanto riguarda lo smaltimento, sia per quanto riguarda i consumi del petroli, che potrebbero essere limitati all’indispensabile. In questo senso potrebbe anche non incontrare l’opposizione delle multinazionali del petroli, che però, si sa, raramente brillano per lungimiranza e senso del bene comune.

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