Ospedali al collasso a Milano ma c’è chi nega: le lacrime di una dottoressa da Oggi è un altro giorno

Non sappiamo più davvero come fare per spiegare a chi continua ancora a negare anche la drammatica evidenza, che quello che sta succedendo nelle ultime settimane, è fuori controllo. Eppure pensate ci sono delle persone che non hanno di meglio da fare che andare in un pronto soccorso per fare dei filmati da mettere in rete con l’obiettivo di dimostrare che gli ospedali non sono al collasso. Una realtà molto diversa da quella che i medici, per i quali cantavamo dai balconi a marzo e aprile, vivono sulla loro pelle. Sono allo stremo delle forze ma di fronte alle immagini reali, quelle che ci mostrano la stanchezza di chi in prima linea combatte, si nega ancora. E si negano anche le morti, altra cosa che fa molto male a chi ha una pugnalata al cuore ogni volta in cui perde un paziente. Nella puntata di Oggi è un altro giorno, la dottoressa Brambilla, in diretta dall‘ospedale Sacco di Milano, ha spiegato che la situazione è davvero complicata, che il lavoro è tanto. La gestione dei casi ma anche del pronto soccorso, non è facile, perchè la ambulanze che arrivano sono tante. Eppure c’è chi continua a negare. E’ un episodio vergognoso quello accaduto nei giorni scorsi, quando qualcuno si è intrufolato nel Pronto Soccorso per fare dei video e dimostrare che non c’era nessuno.

LE LACRIME DELLA DOTTORESSA BRAMBILLA DALL’OSPEDALE SACCO DI MILANO

Il giornalista Domenico Marocchi spiega che le riprese postate in rete e diventate virali, riprendono una saletta d’attesa e non il pronto soccorso vero e proprio, quello in cui vengono portati i pazienti. Ed è chiaro che gli accompagnatori sono pochissimi, perchè si cerca di evitare che la gente sosti in ospedale se non ce n’è bisogno. La dottoressa tra l’altro ricorda anche che ci sono dei momenti di tregua, perchè cercano di coordinare il lavoro con il 118 chiedendo anche di fare delle pause, non potendo gestire altrimenti tutti i pazienti in arrivo con le ambulanze. Stenta a credere che ci sia così poco rispetto per chi come lei lavora, ma soprattutto così poco rispetto per le vittime e per le loro famiglie.

Come sottolineava il giornalista di Oggi è un altro giorno, tutto questo è possibile ahinoi, anche grazie ad altri “colleghi” che non dovremmo definire tali, che ricondividono in rete questi video fake che nulla dimostrano. Un nagazionismo che fa male a tutti, perchè in questo modo si continua a sottovalutare la gravità di questo virus e di tutte le cose correlate a esso. Purtroppo non arrivano solo dalla stampa queste negazioni ma anche da chi in quegli ospedali ci lavora, e forse l’ordine dei medici in questi periodo avrebbe dovuto prendere posizioni maggiormente nette, ed evitare magari che si andasse in tv a dire tutto e il contrario di tutto. Se gli ignoranti si trincerano dietro le parole di illustri luminari da salotti, è anche per questo.

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