Meghan Markle ha perso il secondo figlio, racconta l’aborto con tutto il suo dolore (Foto)

Più volte il gossip ha riportato una seconda dolce attesa per Meghan Markle, era vero, era incinta ma ha perso il suo secondo figlio (Foto). Un aborto che Meghan Markle confida in un racconto commovente parlando del momento esatto in cui ha compreso che stava accadendo qualcosa di brutto. Aveva suo figlio Archie tra le braccia, si è lasciata cadere a terra con il suo piccolo dopo avere avvertito un forte crampo, è iniziato da lì il suo dolore. Poi l’ospedale, Harry che non l’ha mai lasciata sola ma il dolore era di entrambi. Non ha aggiunto quando è accaduto, non è importante, il suo messaggio è ancora una volta rivolto alle donne, perché in molte non parlano di questo dolore e lo portano dentro per sempre. A maggio del 2019 Harry e Meghan Markle sono diventati genitori del piccolo Archie, il seguito lo conosciamo tutti ma in un articolo per il New York Times la duchessa di Sussex ha confidato ciò che nessuno sapeva, che nessuno aveva mai sospettato.

MEGHAN MARKLE RACCONTA DELL’ABORTO, DEL SUO DOLORE

L’articolo che oggi leggerà il mondo intero è dedicato al senso della perdita nella vita umana, si legge: “Perdere un bambino significa portare un dolore quasi insopportabile, vissuto da molti ma di cui parlano pochi”. E’ un dolore che ha un inizio ben preciso, che lei descrive in quella sensazione arrivata quando Archie era tra le sue braccia e ha capito subito che stava perdendo il secondo figlio.

“Ho sentito un forte crampo. Mi sono lasciata cadere a terra con lui tra le mie braccia, canticchiando una ninna nanna per mantenere entrambi calmi, la melodia allegra in netto contrasto con la mia sensazione che qualcosa non andasse bene. Sapevo, mentre stringevo il mio primogenito, che stavo perdendo il secondo”.

Poi l’ospedale, la certezza che il piccolo non sarebbe mai nato: “Ore dopo, giacevo in un letto d’ospedale, tenendo la mano di mio marito. Ho sentito l’umidità del suo palmo e gli ho baciato le nocche, bagnate da entrambe le nostre lacrime. Fissando le fredde pareti bianche, i miei occhi erano vitrei. Ho provato a immaginare come saremmo guariti”. 

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