Kledi Kadiu non dimentica lo sbarco a Bari, tra i profughi c’era anche lui

L’8 agosto per Kledi Kadiu si rinnovano i ricordi, il ballerino non può dimenticare l’esodo, quelle 20000 persone sulla nave verso un viaggio di speranza e disperato. Kledi ha più volte raccontato quella giornata, la paura per la sua famiglia che non sapeva niente, non aveva sue notizie. Suo padre non avrebbe mai voluto e lui lo sapeva. In tanti hanno dimenticato ma chi era su quella nave non può farlo. Tantissimi i giovani assetati di libertà e tra loro c’era lui che aveva solo 17 anni. Furono tutti rimpatriati, fu una sconfitta per tutti ma quel viaggio per Kledi fu l’inizio di una nuova vita.

KLEDI KADIU RICORDA COME ARRIVO’ IN ITALIA

“Era la mattina dell’8 agosto 1991 quando per la prima volta approdavo in Italia. Sono passati 30 anni eppure il ricordo è ancora così vivido in me. Io e altri 20000 connazionali avevamo appena affidato alla Nave Vlora le speranze di una vita, e non avevamo idea che questa fuga avrebbe cambiato per sempre la storia di due nazioni”. 

Kledi era sulla spiaggia con degli amici, non erano preparati a quel viaggio, stavano solo trascorrendo una giornata al mare. “Quando sono salito su quella Nave, non sapevo cosa mi aspettasse e sicuramente mai avrei potuto immaginarmelo. Con gli anni ho capito che possiamo diventare chi vogliamo ma senza mai dimenticare le nostre origini”. 

L’Italia tanto amata grazie alla tv era il sogno di tantissimi albanesi. Lui non perdeva nemmeno un programma, uno show, soprattutto seguiva Raffaella Carrà e sognava. L’arrivo a Bari, l’accoglienza calorosa di tutti, poi il finale più duro, il ritorno a casa, la fine di un sogno. Invece era solo l’inizio per lui che alla fine ce l’ha fatta e ha realizzato ben più di un desiderio ma non dimentica il suo passato, le origini, la voglia di avere le stesse possibilità concesse ad altri. 

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