Enrico Ruggeri contro chi ha ancora la mascherina all’aperto

ruggeri mascherina

Perché Enrico Ruggeri prova tanto fastidio nel vedere persone che all’aperto indossano ancora le mascherine? E’ su Twitter che il cantante ha parlato di schiavitù mentale. In giro per Milano Enrico Ruggeri ha notato che circa il 30% delle persone ancora non ha tolto la mascherina; ma non è un obbligo toglierla. A lui questa cosa proprio non va giù perché se dall’11 febbraio quasi in tutta Italia si può stare all’aperto senza mascherine non comprende il perché qualcuno ancora si ostini a farlo. Magari in quel 30% con la mascherina c’è chi ha necessità di tutelare la propria salute perché magari è un soggetto fragile o semplicemente non desidera avere nemmeno l’influenza perché avrà dei progetti importanti a cui non vuole rinunciare. Magari è semplicemente rispettoso degli altri, pensa che potrebbe avere il covid e vuole evitarlo ad altri. Tutte forme di rispetto, soprattutto se si tratta di altruismo. Quando si è liberi di agire ognuno fa come meglio crede, se non lede gli altri. Enrico Ruggeri però sembra risentito.

Enrico Ruggeri infastidito da chi indossa ancora la mascherina

“In giro per Milano: un bel 30% di gente ancora con la mascherina, compresi dei giovani. La schiavitù mentale è più forte di quella legislativa” e a chi gli fa notare che ognuno farà come crede l’artista risponde che negli ultimi due anni è una frase che non è mai stata applicata.

Una polemica che non porta a niente se non all’ennesimo uno contro l’altro. C’è chi replica: “Quindi se uno se la mette perché c’è la legge è uno schiavo. Se invece se la mette e non c’è la legge è uno schiavo lo stesso?”. Non è la prima volta che Ruggeri si schiera in tal senso, prima contro le misure per contenere il contagio, adesso contro i singoli che liberi non possono essere liberi di decidere se mettere o no la mascherina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.