Prima dose di vaccino per Giulio Berruti e scatta la polemica

C’è un bel po’ di confusione sui vaccini e la foto di Giulio Berruti che riceve la prima dose ha fatto scattare l’ennesima polemica. Ogni Regione tenta l’organizzazione migliore, non tutte ci riescono ma non c’è dubbio che le persone anziane e i soggetti fragili debbano avere la precedenza. Ci sono poi le categorie più a rischio di contagio Covid ma anche su questo c’è poca chiarezza, ci sono scelte che pochi condividono. Giulio Berruti invita a vaccinarsi senza paura, questo il senso del suo posto, della foto in cui mostra il pollice su, sereno nel ricevere la prima dose di vaccino. Berruti ha 36 anni, in molti si sono chiesti perché abbia già fatto il vaccino mentre tanti anziani sono ancora in attesa. 

GIULIO BERRUTI GIA’ VACCINATO A 36 ANNI

C’è di certo una spiegazione ma non è lui a commentare, lo fanno i suoi fan. C’è chi ricorda che è odontoiatra ma altri ribattono, è un attore e non esercita la professione di dentista. Altri lo difendono attribuendo il motivo alla malattia di cui soffre, la fibromialgia. E sono proprio le persone che hanno la sua  stessa malattia a confidare che hanno paura di aggravarsi, di provare altro dolore. Chi ne soffre e ha già ha ricevuto il vaccino, come Berrut, invita a farlo.

QUALE VACCINO HA FATTO GIULIO BERRUTI?

La curiosità spinge i follower a fargli tante domande, l’attore romano risponde solo che ha fatto l’Astrazeneca “l’unico disponibile qui”. Inizia la gara a chi è più esperto e la confusione regna. Resta la polemica di chi crede che Giulio abbia ricevuto già la prima dose a soli 36 anni per chissà quale corsia preferenziale. Se così fosse non avrebbe mostrato a tutti la foto sui social. “Beato te . A noi poveri comuni mortali ci vaccineranno nel 2000 e maí. L’Italia è un paese di medici e vecchi!”. Chissà se Berruti risponderà per mettere tutti a tacere.

Seguici anche su Instagram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.