Per Terence Hill solo 4 puntate di Don Matteo 13: l’attore spiega perchè

don matteo 13

Sono tanti i telespettatori già sul piede di guerra, in attesa di vedere la tredicesima stagione di Don Matteo. Il motivo è chiaramente legato all’addio di Terence Hill alla serie di Rai 1. In realtà, quello di Terence, non è un addio ma solo un arrivederci. L’attore ha spiegato più volte che non se la sente di girare per 9 mesi, per una fiction destinata ad avere 10 puntate. E in una intervista recente, ha spiegato anche che aveva provato a chiedere alla Rai e a Lux Vide, la casa di produzione di Don Matteo, di cambiare qualcosa. Pensava a una sorta di “serie evento” con sole 4 serate, un po’ come succede con altri prodotti. Terence, per ovvi motivi legati anche alla sua età, aveva già spiegato che gli è impossibile pensare di stare sul set per 9 mesi continuativi e aveva quindi pensato che si potesse far qualcosa, per cambiare, 13 anni dopo. Anche per non annoiare il pubblico e fare compagnia ai telespettatori solo per un mese. Ma la Rai non ha approvato questa sua proposta e in una intervista a TFNews, l’attore spiega le sue ragioni.

Terence Hill spiega perchè ha lasciato Don Matteo

L’attore, nell’intervista, spiega: “Don Matteo l’ho lasciato non perché volessi lasciarlo. Volevo chiedere un cambio, cioè di fare 4 episodi all’anno, tipo Montalbano, invece di 10, 12 o 16. Pensavo, intanto siamo molto avanti, c’è il pericolo che andiamo un po’ giù. Poi mi ci vogliono 9 mesi ogni volta per fare Don Matteo.” Non sappiamo se Terence, potrebbe tornare come guest star in una eventuale 14esima stagione, lo capiremo dopo aver visto la prossima.

Nella sua intervista l’attore ha spiegato: “Pensavo fosse giusto fare 4 episodi belli però mi hanno detto che la Rai e la Lux hanno bisogno di soldi e con quattro episodi non avevano un sufficiente ritorno e quindi stanno producendo 10 film. Ne ho fatto 4 io e gli altri li finisce Raoul Bova. Lui è un grande attore, faranno benissimo.” Non ci resta che vedere questi nuovi episodi di Don Matteo per dare un giudizio sull’operato del nuovo “prete”.

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