WIDG-la tv che vorrei: si può vivere senza analisi auditel?

Quanti di voi sanno che su Televideo e Mondovideo ci sono delle pagine dedicate all’analisi Auditel? Sicuramente un’alta percentuale. Ma quanti di voi hanno notato che i dati molto spesso differiscono? Eppure non dovrebbe essere così. Leggendo tutti i contributi che in questa settimana ci sono stati dati dalla provocazione WIDG-La tv che vorrei abbiamo iniziato anche noi a riflettere e la domanda che ci siamo fatti è: si può vivere senza analisi Auditel? Forse si, si potrebbe. Forse in tv potremmo vedere anche dei programmi ben fatti che non registrano ascolti boom se solo la mattina non fossimo tutti incollati davanti a internet o alla tv a cercare i dati di ascolto. Perchè diciamola tutta anche noi siamo vittime dell’audience non solo gli autori dei programmi televisivi o i protagonisti di questo mondo. Quanto siamo stati curiosi di vedere la mattina dopo la prima puntata di Sanremo 2012 quelli che erano stati i risultati portati a casa in termini di ascolto da Gianni Morandi? Quanto siamo curiosi la domenica mattina di vedere se Ballando con le stelle ha battuto Italia’s got talent? Quanto ci affanniamo a capire se il Grande Fratello merita di essere chiuso oppure no?

Chi non lo ammette si nasconde dietro un dito. Perchè questa è la verità. Ora non facciamo una questione generale, molta gente accende la tv a prescindere da questi ragionamenti. Però se non fossimo anche noi ( e con il noi parlo di blogger, redattori, articolisti e telespettatori) di questo sistema, perchè ogni mattina scrivere di analisi auditel, fare il punto della situazione su quelli che sono stati i flop della settimana? Perchè scrivere pezzi lunghissimi con dati, numeri e commenti a volte anche fuoriluogo. A volte chi scrive i pezzi sugli ascolti tv si limita solo a fare una lunga lista di dati senza neppure aver visto i programmi di cui parla. Non è quindi forse tutto il sistema marcio? Un circolo vizioso dal quale sicuramente si potrebbe uscire, questo non lo mettiamo in dubbio. Peccato però che appena qualcuno ci prova il programma finisce in seconda serata, la serie tv viene sbattuta sul canale di minor rilievo se non annullata completamente e il povero telespettatore è sempre quello che paga le conseguenze.

Vivere senza analisi auditel si potrebbe anche. Ma forse non è neppure questo il problema. Ognuno di noi avrebbe il suo ideale di tv e allora sarebbe troppo complicato pensare che ci possa essere un qualcosa che soddisfi tutti. Io ad esempio vorrei vedere i film non dopo cent’anni che sono usciti al cinema; non vorrei vedere le serie tv riciclate di cui si sa già tutto visto che sono andate in onda prima in America poi sulle pay tv e poi alla fine della fiera anche sulla tv in chiaro. Penserete che sia un problema mio che ancora non ho un abbonamento per un tv privata. Il problema è: vale davvero la pena dover anche pagare di più per vedere un bel film? Chi lo sa…

Seguici anche su Instagram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.