Roby Facchinetti racconta il terrore a Bergamo, a Domenica In la forza di mostrare le sue emozioni


Ha trovato tutta la forza necessaria questa volta Roby Facchinetti e in collegamento da Bergamo con Domenica IN ha mostrato le sue emozioni, raccontato che nella sua città non si vive più con la paura ma con il terrore. E’ distrutto Roby Facchinetti da tutto il dolore che sta vivendo in prima persona, dagli amici a cui ha dovuto dire addio, dalle bare che ha visto passare sui camion militari a 50 metri da casa sua. Ha paura che il telefono squilli e che ci sia un’altra brutta notizia, è ciò che vivono in tanti mentre a molti altri è chiesto solo di restare in casa. Non ha la forza di arrabbiarsi contro chi si lamenta di non potere uscire o correre, pensa che non si rendano conto ed è forse anche per questo che ha deciso di mostrare il terrore. 

LA FRASE CON CUI ROBY FACCHINETTI CHIUDE LE TELEFONATE CON GLI AMICI DEVE TERRORRIZZARCI TUTTI

“Chissà se ci rivedremo” è la frase con cui Roby e le persone con cui ha contatti al telefono si salutano, quella che chiude e racchiude tutto. Non è solo paura perché la morte è così vicina ma il dolore, se possibile, è ancora più terribile. Il cantante dei Pooh commenta che è peggio di una guerra, qui muoiono tutti e non solo chi va in guerra, questa volta muoiono anche gli anziani che restano a casa, i più fragili, quelli che la guerra avrebbe protetto. 
Ha dovuto consolare già troppe persone che hanno perso i loro cari, per questo Facchinetti è distrutto. Non ha mai vissuto niente del genere, non gli manca solo quello che manca oggi a chi sta comodo in casa, gli manca il futuro. Suo figlio Francesco ha scritto un post, una lettera per lui, Mara Venier non riesce a leggerla, anche Roby si emoziona, ancora una volta.

E’ da un mese che è chiuso in casa e sa che l’unico modo per difendersi dal coronavirus è restarci fino a quando tutto sarà finito. Sa che può essere ovunque ma sa anche che non tutti ne sono consapevoli. Ha scritto Rinascerò Rinascerai, un aiuto per la sua città, un inno alla speranza che dobbiamo avere tutti, ma nelle zone più colpite la cosa più semplice è restare a casa, è il resto che distrugge tutti.

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