Achille Lauro emoziona tutti a Vieni da me con il suo libro “16 marzo l’ultima notte”

Esce oggi il secondo libro di Achille Lauro “16 marzo l’ultima notte”, letteratura e poesia con cui a Vieni da me oggi ha emozionato prima di tutti Caterina Balivo mentre arrivavano continui apprezzamenti e applausi dai pochi presenti in studio (foto). In collegamento da Milano Achille Lauro ha la sua solita inquadratura e tira fuori con assoluta semplicità un misto di saggezza, malinconia e carisma. Lauro si racconta davvero, ha capito che le persone si rivedono in lui, che gli incompresi si rivedono in lui. Ha imparato a tirare fuori ciò che lo imbarazza e il motivo è lo stesso. Caterina Balivo ha già letto il suo libro, rilegge alcuni passaggi, rilegge alcuni versi e si emoziona quando Lauro si rivede bambino. “E’ quella parte dell’infanzia che emergerà sempre, forse è anche la parte più pura”. A 27 anni l’artista era già stato povero, ricco e poi di nuovo povero e di nuovo ricco: “La mia folle gioventù ha cambiato la mia vita più volte”. Ha tanto da raccontare e non si tira indietro consapevole che “il successo non definisce la comprensione di una persona”.

ACHILLE LAURO DA SCAPPATO DI CASA A UOMO D’AFFARI

“Il mondo offre la possibilità a chi si pone in un certo modo, non solo educato e rispettoso” ha imparato che purtroppo anche l’abito fa il monaco e ha iniziato a cambiare perché ciò che voleva era altro, i suoi obiettivi erano altri. Ruota tutto intorno a ciò che si desidera diventare, è da tempo il suo messaggio ai ragazzi, quello di non perdere tempo. “Non volevo essere una persona senza un posto nel mondo” ma anche lui ha perso del tempo, anche lui ci ha messo tempo per capire chi voleva essere. Anche costruire una famiglia, una cosa che sembra semplice ma è desiderarlo davvero e riuscirci che è importante, è da ammirare. 

Anche la scelta del duetto dell’ultimo Sanremo “Gli uomini non cambiano” è ben più profonda e vicina a lui. Spiega che è una delle canzoni italiane che lo emoziona di più perché intima e struggente. “Mi piaceva che un uomo raccontasse la storia di una donna, che poi la trovo molto vicino a me, al rapporto con la famiglia e con la vita, abbastanza malinconica”. 

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