Pierluigi Diaco contro i mandanti del suo linciaggio mediatico: fa i nomi sui social, poi cancella tutto


Quando si usano i social, bisognerebbe assumersi anche la responsabilità di quello che si scrive e magari non cancellare subito dopo essersi resi conto di quello che potrebbe succedere ( sia che si abbia ragione o che non la si abbia). E soprattutto bisognerebbe ricordarsi che sul web, resta traccia di ogni cosa. E così Pierluigi Diaco, pur avendo cancellato il tweet nel quale indicava con i nomi ( e con un quiz in stile Settimana Enigmistica dei poveri) di quelli che a suo dire sarebbero i mandanti del linciaggio mediatico che sta subendo, si è dato la zappa sui piedi. Perchè quel messaggio è stato fotografato, ripostato, conservato. Ed è ancora lì sui social, sui profili di persone che hanno migliaia di followers. Ed è un messaggio molto forte che potrebbe dare anche fastidio alle persone chiamate in gioco. Non solo, un conduttore probabilmente, vista la posizione che ricopre, non dovrebbe esporsi in questo modo anche perchè, il famoso linciaggio mediatico di cui parla, non nasce dal nulla. Nasce da suoi atteggiamenti, da suoi gesti poco educati nei confronti di ospiti e persone che lavorano al suo fianco. Non sarebbe mai esistito se non avesse invitato, ad esempio, Jo Squillo a darsi una calmata dopo tutto un sermone sul fatto che non bisogna imporre a casa propria il regime vegano ( fa ridere ce ne rendiamo conto ma è successo). Non sarebbe esploso nessun caso se con gli ospiti, tra l’altro suoi colleghi illustri, avesse tenuto un atteggiamento consono, senza diventare un meme sui social, per i suoi modi. Ecco forse, come ricorda anche Selvaggia Lucarelli “Qualcuno gli spieghi che il mandante è egli stesso” ( eppure la Lucarelli, almeno con due delle persone citate nel tweet, non ha proprio un ottimo rapporto, ecco).

LE PESANTI ACCUSE LANCIATE DA DIACO: ECCO CHI SONO I MANDANTI DEL MIO LINCIAGGIO MEDIATICO

Ma torniamo a questi nomi. Diaco scrive che i mandati del linciaggio mediatico sono un certo “Fabrizio” un tale , delinquente, con il culto di sé. Non c’è bisogno di parafrasi per spiegare chi sia, ecco. Poi ci sarebbe il lacchè ( a tal proposito ricordiamo che Diaco ha detto che correrà alle vie legali dopo le accuse velate lanciare da Georgia Luzi sul collega che le ha tirato una sedia addosso, poi però dà del lacchè gratuitamente sui social. Certo non è una parola altamente offensiva ma di certo non è un complimento, anzi). Il lacchè sarebbe un certo Gabriele molto vicino a Furbizio, come direbbe qualcun altro. Strano perchè questa stessa persona ci risulti persino lavorare allo stesso programma storico, il Costanzo Show, al quale lavora anche Diaco. Da dove nascerebbe questo astio, forse dal fatto di voler prendere il suo posto come pupillo del buon Maurizio?

E poi il rebus difficilissimo da risolvere, ci porta verso Cesano Maderno, al suo di alza in alto la mano, dove un tale Francesco, con il suo uncino, darebbe indicazioni per “linciare” Diaco.

Chiuderemmo il tutto con una frase che va di moda tra i giovanissimi. “Un po’ meno, un po’ meno…“…

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