La povertà vissuta da Massimo Ranieri: “Non potrò mai dimenticare quei momenti” (Foto)

Non c’era il riscaldamento in casa di Massimo Ranieri, c’era il braciere sotto il tavolo, un freddo che ricorda Natale in casa Cupiello, il gelo di Eduardo De Filippo (foto). A Domenica In Massimo Ranieri racconta: “Ancora oggi quando mi vesto devo mettere per forza i calzini prima dei pantaloni perché mi ricordo il gelo del pantalone che mia mamma mi metteva quando andavo a lavorare a sette anni al bar”. Sono ricordi tristi ma di vita, che aiutano a capire meglio quello che poi si riceve, quello che poi Massimo Ranieri ha ricevuto dalla vita. Non avrebbe mai immaginato che da tanta povertà sarebbe arrivato poi il successo. Il primo concerto a sette anni a casa di un cugino per il compleanno, una foto che emoziona Ranieri e che conferma che oggi e sempre capisce meglio chi soffre evitando l’ostentazione, restando vicino a chi non è la fortuna che tocca ad altri. “E’ stata molto dura però nella stessa stanza e tutti in un letto c’era calore, c’era tanto amore”.  

MASSIMO RANIERI VEDEVA SUO PADRE SOLO NEL LETTO, LAVORAVA SEMPRE

Non potrà mai dimenticare quei momenti, quel freddo e i piedi suoi freddi su suo padre che faceva in modo di riscaldarlo il più possibile. Si emoziona mentre ricorda quel letto, la sua famiglia, i suoi fratelli, l’amore dei suoi genitori, anche se non c’era tempo per le carezze.

Avevano in casa un presepe minuscolo: “Papà non faceva il presepe ma poverino non aveva nemmeno tempo, io lo vedevo solo quando dormiva e aprivo la porta per guardarlo. Si alzava verso le 4 del pomeriggio e andava a lavorare fino al giorno dopo”. Da bambino, da adolescente, la povertà era sempre la stessa, tanti lavori fatti fin da piccolo per aiutare la famiglia. Tante le porte chiuse in faccia e ogni volta tornava a lavorare al bar e di lavori ne ha fatti tantissimi, poi è diventato l’artista che tutti ammirano. 

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