Antonella Ferrari e Lo Stato Sociale ci ricordano cosa avremmo voluto vedere a Sanremo 2021

Non era difficile, eppure sono stati capaci di farlo sembrare tale. Non era difficile comprendere che questo Sanremo 2021 non poteva essere una festa. Non è un Sanremo della ripartenza, dall’8 marzo non cambierà ancora nulla per chi lavora nel mondo dello spettacolo ma soprattutto per gli italiani tutti. Non era il Festival del “dopo” ma è il festival dell’adesso e comprendere quello che gli italiani, in questo momento drammatico avrebbero voluto vedere, era piuttosto semplice. Niente gag con battute su tette e lati b, niente ironia spicciola ma EMPATIA. Fiorello in conferenza stampa ha regalato uno dei momenti migliori di questo Sanremo, parlando di sua figlia, delle difficoltà dei ragazzi chiusi in casa tra DAD e restrizioni. Ecco sul palco di Sanremo 2021 serviva la stessa empatia e, tre serate dopo, possiamo dire che non c’è stato nulla di tutto ciò. Proprio per questo motivo non possiamo che salvare la meravigliosa Antonella Ferrari, non perchè abbia parlato con grande coraggio della sua malattia, cosa che fa da anni tra l’altro. Ma perchè è una donna, una attrice, che non lavora da un anno. Proprio per questo dobbiamo ringraziare Lo stato sociale, che ce lo ha ricordato.

Ed era quello che si poteva e si doveva fare su questo Sanremo 2021. Non basta portare Alessia l’infermiera simbolo della lotta al covid se poi le metti addosso un abito Armani e non le fai raccontare che cosa si vive in quei reparti. Non serviva la morbosità, serviva il racconto. Parlare di quello che sta succedendo, non di quello che succederà perchè per l’uscita da questo maledetto tunnel, non c’è ancora la luce che si intravede. Amadeus ci dice che la gente è arrabbiata e non vuole fare festa e sul palco si continua con il [email protected] Ecco tutto questo non va bene: il pubblico cambia canale proprio in quel momento.

Quello che Sanremo 2021 non ci ha dato

Portare sul palco un paio di ragazzi che hanno affrontato la maturità al tempo del covid? Far parlare degli insegnanti? Dare la parola a chi non lavora da un anno per raccontare una semplice storia nella quale qualcuno si sarebbe potuto rispecchiare. E se tutto questo era troppo complicato, per via di restrizioni e spostamenti, invece degli inspiegabili quadri di Achille Lauro o delle battutacce di Ibra, avremmo potuto vedere piccoli spazi dedicati al teatro, come quelli in onda ieri sera. Che poi, Michelle Hunziker e Favino ci avevano abituato fin troppo bene..Ecco che cosa è mancata: quell’idea che tiene insieme 5 serate, quel filo rosso che collega le esibizioni dei BIG allo spettacolo. In un momento in cui i teatri sono chiusi, porta qualcosa di teatrale nell’unico teatro aperto.

Era un’idea parecchio semplice, forse anche scontata, ma che forse chi sta sul divano, avrebbe gradito di più.

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