L’ipersensibilità di Gio Evan ci arriva come una carezza, a lui come un ceffone

Ha girato il mondo in biciletta Gio Evan: “Ho imparato che ci sono tanti me diversi e mi sta più simpatico quello che si combatte con più tenacia”. A Oggi è un altro giorno il poeta che abbiamo visto a Sanremo 2021 parla di se stesso e ci imbarazza per la capacità di mostrare le sue fragilità. La gentilezza e l’educazione fanno parte di Gio Evan che risponde anche alle domande ironiche ma lo fa consapevole di se stesso, purtroppo anche degli altri. “Oggi sono uno ma prendo notizie da quello che c’è intorno… io sono fan della moltitudine, ho pensato che fosse limitante essere solo uno perché  se uno è deficiente e allora per non rischiare ho detto che sono tante cose…” sorridiamo ma dietro a una battuta c’è molto altro. Una sola intervista non basta, non si possono fare delle domande a Gio Evan ascoltando pochi secondi di risposta. Serena Bortone ammette che tra lui e Valerio Lundini oggi ha un attimo di difficoltà ma non è ironia quella del poeta che ha in studio.

GIO EVAN: “L’IPERSENSBILITA’ SI SUPERA A PICCOLI PASSI”

“Quando sono nato ho subito capito che non sarei andato d’accordo con il mondo e ho pensato di dedicarmi all’invisibile, all’indicibile, al non visto e ho iniziato a trasferirmi la con le attenzioni. Poi sono cresciuto, nato, ferito, ricostruito in montagna. Ho conosciuto prima il dialogare con le piante che con gli umani. E quindi vengo da lì”.

“Se esco di qua e vedo che uno non dà la precedenza a chi lo merita io soffro molto, accade che poi piango. E’ sempre stata sottovalutata l’ipersensibilità: a me quello che la gente riceveva come una carezza arrivava come ceffone” lo comprendiamo questo eccesso di sensibilità e immaginiamo la sofferenza del vivere in questo modo. Gio Evan è capace di piangere per gli altri. Invita tutti ad andare al mare d’inverno, di fare quella che è una vacanza interiore: “Il mare pareggia i conti mentre la montagna insegna, è rifugio”. Mareducato è il titolo del suo album: “E’ una parola nuova, abbiamo bisogno di parole nuove” e di persone come Gio Evan. 

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