Rula Jebreal a Verissimo racconta la storia di sua mamma: stupri e violenze, si è tolta la vita

 Una piacevole intervista realizzata oggi da Silvia Toffanin a distanza nella puntata di Verissimo del 20 marzo 2021. Questa volta nessun ologramma ma un collegamento video con Miami con Rula Jebreal che ha parlato del suo nuovo libro. “Il cambiamento che meritiamo”. Dopo lunghi anni, soffocata dal silenzio nelle pagine del suo libro, la giornalista, ha voluto restituire voce alla storia di sua madre Nadia, vittima della brutalità degli uomini, e a molte storie e testimonianze di altre donne coraggiose, sopravvissute, pronte a rialzarsi, donne che non hanno paura di combattere. Ne aveva già parlato un anno fa dal palco di Sanremo, con un monologo molto forte che aveva toccato tutti. Milioni di persone il giorno dopo quelle parole, riflettevano su quanto Rula avesse voluto raccontare, condividendo una parte così drammatica della sua vita. E anche oggi, a Verissimo, spiega perchè ha scelto di parlare al mondo intero della storia di sua madre.

Molto emozionata per il video di presentazione, Rula ha ringraziato Silvia: “E’ un dono per me ma anche per tutte le donne che mi hanno aiutato, fare rete aiuta, per trovare anche posizione nella nostra società e dare voce.

Le parole di Rula Jebreal a Verissimo

“La storia di mia madre non è l’eccezione, bensì, purtroppo, la norma. Nelle zone di guerra il corpo di una donna diventa il campo di battaglia. Gli stupri divengono un’arma di guerra. Mia mamma era una ragazzina, è stata stuprata per anni. La prima volta aveva tredici anni. I dati dicono che quasi l’80% di queste violenze accadono in casa” ha spiegato la giornalista a Silvia Toffanin. Rula racconta che purtroppo quello che è successo a sua madre, continua ad accadere ancora oggi. “Tutto questo continua ad accadere a milioni di donne nelle zone di guerre. In tanti paesi c’è la guerra. I regimi usano il corpo delle donne in guerra” ha raccontato Rula.

La storia della mamma di Rula è ancora più drammatica. Tutto è iniziato quando aveva solo 13 anni e dopo tanto tempo di violenze perpetuate, ha fatto la sua scelta. Ha avuto la forza di denunciare ma ha subito una nuova umiliazione. “Lei si è uccisa perché ha subito due ingiustizie: una dallo stupratore, l’altra dallo Stato, che le ha negato la giustizia che meritava. Dopodiché, io e mia sorella siamo finite in orfanotrofio: in quegli anni ho forgiato il mio carattere” ha spiegato la giornalista che ricorda che in quella occasione sua madre venne cacciata di casa perchè aveva osato disobbedire denunciato le violenze subite. Quando una donna denuncia, il danno diventa doppio. La mamma di Rula non ha trovato altra via d’uscita: si è uccisa, stremata.

Dobbiamo continuare a parlarne per sconfiggere la pandemia di questa violenza contro le donne” ha detto la Jebreal.

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