La Rai accesissima in estate fa bene il suo lavoro

Essere una grande azienda significa anche saper gestire le situazioni più complesse, coprire l’informazione, fare spettacolo, aggiornare il pubblico su quanto succede. E questo significa non spegnersi il primo giugno per poi tornare a settembre, ma stare sul pezzo. E la Rai in questi giorni lo ha fatto, eccome se lo ha fatto. Dalla scelta di mandare in onda i programmi di informazione anche in estate ( non si continua a comprendere perchè anche Mediaset non lo faccia almeno con Canale 5 al mattino o al pomeriggio), a quella di costruire speciali e programmi in base ai fatti che succedono. Nelle ultime settimane gioia e dolore: la drammatica notizia della morte di Raffaella Carrà, coperta su Rai 1 nel migliore dei modi, dal corteo funebre, alla diretta del funerale passando per gli speciali costruiti in pochissimo tempo. Alle gioie, quelle arrivate grazie alla vittoria degli azzurri a Euro 2020. Con tutti i limiti del caso, con qualche errore di valutazione, con gli imprevisti ( vedi i casi di contagio a Londra dei telecronisti e di alcuni giornalisti). La Rai però c’è stata, accendendosi al momento giusto. Si poteva forse fare di più, si poteva sbagliare di meno. Non tutto può essere perfetto è chiaro. Però c’è stata, a differenza di Mediaset praticamente spenta su tutti i fronti: dallo sport alle notizie di spettacolo, passando per le news. E’ vero che i canali di all news hanno una vasta copertura ma una rete ammiraglia come Canale 5 non può e non deve permettersi di latitare in questo modo.

AAA cercasi Mediaset

Forse proprio da questi errori di valutazione dovrebbe ripartire la Mediaset che Piersilvio Berlusconi sta ridisegnando. Forse proprio da queste situazioni d’emergenza che dovrebbero poi portare a programmi di qualità, a dimostrare il valore di una azienda. Ci si aspettano dei cambiamenti per i prossimi anni ed è importante che si cerchi di capire come rimediare a tutti gli errori fatti di recente. Vedremo che cosa succederà.

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