La verità di Marianna, vittima dell’inchiesta sulle baby prostitute difende la madre

marianna la verità

Era il 2013 l’inchiesta sulle baby prostitute ai Parioli sconvolse tutti. A Oggi è un altro giorno Marianna entra in uno studio televisivo per la prima volta, desidera raccontarsi. “Il motivo per cui lo faccio è perché ho imparato che è molto importante condividere le esperienze e cercare di capire attraverso l’altro cosa c’è dietro a una storia e non fermarsi al superficiale come invece è successo”. Era da tempo che Marianna voleva parlarne e un anno e mezzo fa è stata contattata per il documentario che andrà in onda nei prossimi giorni e che ha dato l’opportunità a lei, alla mamma e alla nonna di esprimere il loro punto di vista. La mamma è stata condannata per sfruttamento di prostituzione minorile e lei era la ragazzina vittima di quel giro d’affari. Era il 2013 e i carabinieri bussarono alla porta di casa sua arrestando sua madre, era una delle cinque persone arrestate. Lei aveva 14 anni, era mattina molto presto, era molto confusa, non capiva, rimase scossa perché non aveva la minima idea di cosa sarebbe successo dopo, pensava che tutto si sarebbe risolto, salutò sua mamma con un semplice “ciao”. Portarono via anche lei.

Marianna a Oggi è un altro giorno

La sua amica trovò l’annuncio “fare pochi soldi in poco tempo” cliccò e poi scoprirono che si trattava di una cosa scandalosa. La sua amica iniziò e Marianna vedeva che lei non era preoccupata, non aveva paura, iniziò a vederla come una cosa normale. Un giorno andò con lei e da lì partì tutto.
Ricorda la prima volta, ricorda che non hanno mai pensato alle conseguenze. Degli uomini che andavano con loro due non aveva paura. Hanno scritto che cercava il padre mai avuto in quegli uomini ma non era così. “Ero una bambina che in quella prima volta indimenticabile di prostituzione con un cliente… da lì il mio corpo si è diviso dall’anima e comincia ad essere apatica e non sentire più nulla per difesa. Da lì pensai ormai mi ci ritrovo, difficile tornare indietro”.

I soldi erano tanti, una vicenda durata tre mesi in un appartamento. Marianna sapeva che la madre era in difficoltà economica, aveva perso il lavoro, la aiutò e sbagliando la madre non chiese la provenienza di quel denaro. Ammette che avrebbe voluto le dicesse di smettere ma non ha niente da perdonarle perché creeo non sia giusto giudicare per quei tre o quattro mesi di “scivolamento”. Non pensava che tutto sarebbe andato in quel modo, non immaginava niente del genere, credeva tutto sarebbe finito subito.

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