Dalla telefonata di Renata il messaggio di Antonella Clerici: “Tante donne pensano che l’amore sia gelosia”

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Per Antonella Clerici chiacchierare al telefono con il suo pubblico è un momento importante e oggi ha dimostrato come dalla telefonata di Renata è arrivato un messaggio importante. La leggerezza è sempre di casa a E’ sempre mezzogiorno, ma non c’è alcuna superficialità, nemmeno quando Antonella Clerici si siede sull’altalena e porta all’orecchio il finto telefono rosa. Oggi c’era Renata ma ogni giorno ci sono tante storie che la Clerici ascolterebbe a lungo. Renata è sposata da 44 anni e nello studio si chiedono come abbia fatto a portare avanti una storia d’amore per così tanto tempo. “Per me è normale così, mi sembra strano separarsi perché è una brutta cosa, la famiglia è la cosa più importante secondo me”. Antonella Clerici ha dato per scontato che la signora fosse felice con suo marito interpretando che se dopo tanti anni insieme magari manca la passione c’è molto altro.

Il messaggio di Antonella Clerici alle donne: “Un uomo ti deve sempre dare dignità e rispetto”

Renata ha subito confermato: “Voglio bene a mio marito, è l’unico che mi ha dato rispetto nella vita. Mi ha preso che ero poverissima, mi ha dato dignità e rispetto e guai a chi me lo tocca; lui mi ama”. E’ il rispetto alla base dell’amore, la signora al telefono non ha bisogno di aggiungere altro, il rispetto è alla base di tutto, di ogni rapporto.

Non è così per tutti e la cronaca continua a ricordarcelo. Antonella Clerici in pochi secondi e partendo da una bella storia d’amore tira fuori un messaggio che spera arrivi anche alle donne che ancora pensano che la gelosia e il possesso siano amore. “Un uomo ti deve sempre dare dignità e rispetto e se non lo fa non bisogna stare con questa persona perché non è un uomo che ti ama quello che ti dà le sberle, questo mai, nemmeno con un fiore. Lo dico perché ci sono tante donne che pensano che l’amore sia gelosia e possesso e che se uno ti dà una sberla ti vuole bene. No, bisogna scappare. Dignità e rispetto”.

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