Che tristezza la finale di Amici 19 specchio del momento difficile che il mondo sta vivendo

Maria ci ha provato, è stata anche fin troppo coraggiosa ad andare in onda nonostante tutto quello che stava e sta succedendo fuori. Lo ha fatto per l’azienda, lo ha fatto per i ragazzi che hanno meritato di arrivare su quel palco e alzare la coppa. Fuori troveranno un mondo che non era quello che loro conoscevano, non troveranno nessuno al firmacopie, perchè non ci sarà; difficilmente firmeranno un contratto con una compagnia di ballo perchè nessuno sa quando nei teatri si potrà tornare a danzare; la casa discografica metterà in standby un possibile progetto…Ci saranno gli abbracci con i familiari, ci sarà un mondo triste fuori ad attenderli, come triste ieri sera è stata la finale di Amici 19. Non noiosa, non brutta, poco divertente? Semplicemente triste perchè in fondo, anche noi che continuiamo a cercare leggerezza, lo facciamo con uno spirito diverso. Con il cuore diviso in due, da una parte il dolore, dall’altra la consapevolezza che nulla sarà come prima e in mezzo quello spiraglio: cercare in tv un’oasi di serenità per non pensarci. Non è facile.

Maria de Filippi ha fatto tutto quello che si poteva fare: ha cercato di rasserenare i ragazzi, ha cercato di dare loro un giusto finale. Peparini ha fatto miracoli. Tutti hanno dato un contributo perfetto.

LA TRISTE STORICA FINALE DI AMICI 19

Il sentimento di questa finale di Amici 19 era tutto nel look mesto dei finalisti. Il nero. Un nero triste, come triste è stato vedere Gaia alzare quella coppa, per la prima volta nella storia del talent, senza l’applauso travolgente del pubblico, senza l’abbraccio di Maria. Si scrive la storia di un Amici senza passi a due, di un Amici senza coreografie di coppia, di un Amici senza duetti. Niente strette di mano, niente teneri saluti di addio e un mondo fuori che va lento, troppo lento. Un mondo triste dove forse, l’unica consolazione per questi ragazzi, sarà l’affetto delle famiglie che avranno un compito non semplice. Perchè per un mese almeno, la loro vita sarà sospesa e forse, passato questo periodo, per loro, la strada verso il successo, sarà ancor più in salita. E’ una storia diversa quella di Gaia, Giulia, Nicolai e Javier. Una storia triste.

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