Patatine fritte, presenza di acrilammide: ecco come possiamo proteggerci

patatine fritte, consigli contro acrilammide

Nelle patatine fritte c’è l’acrilammide, una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena. Dalle ultime notizie, sappiamo che più il cibo è cotto, più è possibile che si formi questa sostanza altamente pericolosa per la salute dell’individuo. I consumatori hanno l’opportunità di potersi proteggere, seguendo determinati consigli. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando e soprattutto come possiamo difenderci dall’acrilammide.

PATATINE FRITTE, PRESENZA DI UNA SOSTANZA TOSSICA ULTIME NOTIZIE: CONSIGLI PER PROTEGGERCI

L’acrilammide si forma durante la cottura delle patatine fritte. Spesso, proprio nei cibi che mangiamo abitualmente, si va a creare questa sostanza cancerogena. Ma ci si può difendere? La risposta è sì, basterebbe semplicemente seguire dei consigli. Innanzitutto è opportuno evitare il consumo eccessivo degli alimenti industriali e artigianali, parlando sempre di alcuni tipi di alimenti. Ma è soprattutto importante stare attenti al livello di cottura degli alimenti. Per quanto riguarda il primo caso, i consumatori dovrebbero scegliere prodotti che sono mediamente cotti. In questo caso parliamo di pane, pizza e biscotti. Sappiamo che la cottura domestica, secondo quanto rivela la Coni, contribuisce “in maniera non secondaria all’esposizione totale”. Per tale motivo, sarebbe opportuno preferire cotture a bassa temperatura e lente. In questo caso, sarà necessario prestare attenzione al colore degli alimenti durante la fase finale della cottura. E’ proprio questo l’indicatore fondamentale per la nascita dell’acrilammide. Coni avverte che “non vi devono essere segni evidenti di imbrunimenti e/o bruciature.” Prendendo in considerazione proprio le patatine fritte, sappiamo che queste devono essere dorate e non marroncine. Questa regola vale anche per gli alimenti che vengono cotti in forno.

PATATINE FRITTE: COS’E’ L’ACRILAMMIDE E COME POSSIAMO DIFENDERCI

L’acrilammide è una sostanza con cui ci ritroviamo sempre a contatto. Infatti, si può formar nei prodotti di consumo quotidiano. E’ importante, dunque, prestare attenzione al colore dell’alimento, che non deve mai essere troppo scuro. Le patatine fritte sono, attualmente, protagoniste di una ricerca, realizzata dallo Studio Abr. Gli esperti stavano indagando sulla percentuale di acrilammide presente nelle patatine fritte in bustina. I loro studi hanno dimostrato che, nei prodotti venduti nei supermercati, vi sono valori molto più alti rispetto ai parametri che sono stati indicati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Infatti, in diversi alimenti analizzati è stato riscontrato un alto tasso di questa sostanza tossica. Ma cos’è l’acrilammide? Si tratta di una sostanza chimica che nasce spontaneamente negli alimenti, durante il processo di cottura, soprattutto quando avviene ad alta temperatura. Stiamo parlando di frittura, al forno e alla griglia. Coni ha rivelato che “Responsabile della formazione di acrilammide è una reazione chimica tra aminoacidi e zuccheri riducenti, due classi di composti naturalmente e largamente presenti nei nostri alimenti”. Questa reazione è molto frequente durante i processi di cottura, dunque, è necessario prestare molta attenzione. 

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