E’ figlio di Umberto Tozzi adesso a parlare, difende sua madre contro il cantante (Foto)


Il primo figlio di Umberto Tozzi parla per la prima volta ma dopo la morte di sua madre e per difenderla, per dire parte della sua verità (foto). Nicola Armando non ha alcuna intenzione di utilizzare il gossip e di accendere i riflettori su se stesso ma avrebbe preferito che suo padre fosse rimasto in silenzio, invece secondo lui ha raccontato falsità. E’ cresciuto in mezzo alle liti dei suoi genitori che dopo essersi amati tanto non hanno saputo concentrarsi su quel figlio ma solo sui rancori e le rispettive amarezze. E’ quanto ha vissuto Nicola che utilizza il suo secondo nome quasi come un cognome, quando può evita di aggiungere Tozzi e se gli chiedono se sia parente del cantante lui risponde di no. Il primogenito di Umberto Tozzi ha 36 anni, per sua madre, Serafina Scialò, il cantautore ha scritto brani come Gloria e Stella stai, stavano insieme dal 1979 poi nell’80 è nato Nicola e due anni dopo erano uno contro l’altro. Serafina è stata trovata morta nella sua casa di Udine, a 63 anni, il 17 gennaio.

NICOLA ARMANDO COSI’ SIMILE A UMBERTO TOZZI E COSI’ LONTANO DA SUO PADRE

“Non cerco notorietà, altrimenti avrei parlato prima: da quando ho cinque anni ho memoria di cose che o ti fanno o finire male o crescere in fretta” avrebbe voluto che suo padre rimanesse zitto dopo il lutto. Non ha ricevuto nemmeno una telefonata da Umberto ma forse non ci sperava nemmeno. Da sempre ricorda gli avvocati, le liti e l’autodistruzione di sua madre dopo la separazione: “Faceva l’addetta stampa, anche per Donna Summer e i Village People. Però era fragile: se ferita, saltava su come un serpente a sonagli. Faceva sfuriate, era un terremoto. La rabbia si è acutizzata col tempo. Io ho dovuto capire che lei era insalvabile e potevo solo salvare me stesso. A periodi, come di recente, si rifiutava di vedere chiunque”.
Sembra che non sia vero che fosse la madre a non volerlo fare incontrare con il cantante: “Una volta o due venne e mamma non mi mandò, ma altre volte l’ho aspettato e lui non è venuto. Quando giocò con la Nazionale Cantanti qui a Udine, mi feci portare da mia zia. Avevo sei o sette anni, si negò. Fu un giorno amaro”.


E’ al Corriere che il figlio di Umberto Tozzi racconta parte della sua vita: “Non avevano l’equilibrio per focalizzarsi sul mio bene senza farsi fuorviare dalla rabbia. Mia madre avrebbe dovuto mordersi la lingua, lui a volte avrebbe dovuto ingoiare”. Sembra sia falso anche che Serafina gli rubò dei soldi: “Loro non erano sposati, lei era incinta, lui viaggiava tanto, perciò le diede due assegni in bianco per ogni evenienza. Quando mamma lo lasciò, cercava una casa in affitto, lui non si faceva trovare. Allora, esasperata, lei portò un assegno in banca, però poi non lo riscosse. L’altro assegno è stato una vita in casa. Lei non incassò mai niente”. Oggi Nicola fa un lavoro che definisce umilissimo, di quelli di fatica, si alza presto come tanti e torna tardi a casa. Vorrebbe avere tempo da trascorrere con suo padre, da soli, non vorrebbe altro: “Io ho sempre cercato di capire i miei, ma loro non hanno mai cercato di capire me”.


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