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Addio a Raffaella Carrà: nella camera ardente pregano Maria De Filippi, Pippo Baudo e gli altri colleghi

Maria De Filippi è stata la prima ad entrare nella camera ardente per l'addio a Raffaella Carrà

Tra i primi colleghi a rendere omaggio a Raffaella Carrà nella camera ardente c’è Maria De Filippi, a seguire tanti altri, molti raccolti in preghiera per lei. L’ultimo saluto a Raffaella Carrà è fatto di silenzi e di sguardi, di raccoglimento davanti alla sua bara così semplice. La gigantografia della Carrà con i bambini, le rose gialle, tutto sembra così assurdo ma lei è andata via. Le parole di Pippo Baudo, le lacrime di Enzo Paolo Turchi e Sergio Iapino che resta accanto a Maria De Filippi in piedi davanti al feretro. Da ieri dopo il corteo funebre tutti possono salutare per l’ultima volta la regina della tv, domani venerdì 9 ci saranno i funerali.

L’ADDIO DI MARIA DE FILIPPI A RAFFAELLA CARRA’

Anni fa c’è stata qualche polemica a distanza tra Raffaella e Maria a causa di C’è posta per te ma la grandezza della Carrà è stata anche quella di avere proprio la collega avversaria in una delle puntate di A raccontare comincia tu. Non ha altro da dire Maria De Filippi di quanto già detto. Ha voluto essere la prima a salutare lei che le ha insegnato tanto.

Tra i tanti non poteva mancare Pippo Baudo che dopo averle dato l’ultimo saluto al Campidoglio ha commentato: “Noi siamo stati ammiratori di Raffaella, abbiamo avuto il privilegio di essere anche suoi amici e il dolore è maggiore in questi casi. La vita è così, ci riserva queste brutte sorprese. Non pensavo che fosse ammalata, nessuno di noi lo pensava, ha tenuto nascosta la sua malattia in maniera egregia, dando una prova di forza e segretezza, mostrando un enorme coraggio” ma non è tutto, gli elogi a Raffaella Carrà riguardano la sua preparazione, lei che aveva girato il mondo e parlava più lingue, era una grande artista e ce la invidiavano tutti. 

Renzo Arbore lega il ricordo di una diva internazionale “che non se la tirava” alle canzoni scritte per lei da Boncompagni: “Queste canzoni meravigliose che sembravano canzoncine, ma c’era sempre l’intuizione, l’originalità, la voglia di stupire”. 

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