Libri da leggere, Il cacciatore di aquiloni

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Il cacciatore di aquiloni-il romanzo che ha decretato la nascita di un mito letterario

Non sapevo più in che mese o anno fosse successo. Ma il ricordo viveva in me, un frammento di passato perfettamente conservato, una pennellata di colore sulla tela della nostra vita che era diventata vuota e grigia.

Opera prima dell’emergente Khaled Hosseini”, “Il cacciatore di aquiloni” (titolo originale “The kite runner”) è stato pubblicato nel 2004 dalle “Edizioni Piemme” nella traduzione italiana di Isabella Vaj. Da quel momento in poi la storia della letteratura contemporanea, ancora memore dell’esperienza di Oriana Fallaci, non fu più la stessa. Aprendosi agli stili mediorientali, ha catapultato il lettore occidentale medio in vicende allo stesso tempo vicine e lontane ma sempre comprensibili a fatica…
L’Afghanistan è una terra di mezzo fra l’Occidente e l’Oriente. Questo è noto a tutti ma non tutti sanno quanto è diversa la vita dei bambini in quella nazione.

Trama romanzo Il cacciatore di aquiloni

Amir è un piccolo afghano di etnia Pashtun con l’hobby della lettura ed un papà all’altezza del quale non si è mai sentito. Anche perché, vicini fisicamente, i due sembrano essere caratterialmente incompatibili. Il Babi di Amir sembra, però, stravedere per Hassan, un bambino di etnia hazara che lavora come domestico nella casa dei primi. Amir e Hassan sono coetanei e insieme trascorrono quasi tutti i pomeriggi. Il primo dei due, orgoglioso delle cose insegnatigli a scuola, fa bella mostra di sé con il secondo. In una sola attività i due bambini non sono in competizione: l’annuale caccia agli aquiloni organizzata dalla città di Kabul. Durante l’evento, ad Hassan accade qualcosa di terribile. Il piccolo vive l’episodio con grande coraggio ma questo lascia, comunque, un solco profondo nell’esistenza di Amir anche quando, ormai adulto, lascia l’Afghanistan per recarsi in America. Ma le vicende della vita ti riportano spesso a fare i conti con un passato mai sopito e con i rimorsi di un’infanzia lontana. Dopo tanti anni Amir ha la possibilità sui generis di chiedere un riscatto per la sua più grande colpa…

La delicatezza del romanzo di Hosseini ci ha avvicinati ad un genere che potremmo definire solamente drammatico. Parole come bolle di sapone, agenti da filtro ad un mondo pieno di buoni sentimenti ma anche da troppo tempo addormentato, hanno risollevato le sorti di una letteratura quasi documentaristica. Nel momento in cui di “romanzo di formazione” non si sentiva parlare da molto, pergiunta. In primo piano, come in ogni dramma che si rispetti, la sofferenza di una persona come tante. Ma dal passato diverso rispetto a quello di tutti gli americani di oggi. Tuttavia, ancora una volta, più che le parole hanno potuto le immagini. E così il mondo, quello dei pigri “lettori delle 2 ore in poltrona”, ha conosciuto e apprezzato “Il cacciatore di aquiloni” solo grazie alla bella versione cinematografica di Marc Forster.

Valentina Carapella

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