Assolto tabaccaio, uccise il rapinatore per legittima difesa

Giovanni Petrali, il tabaccaio che nel 2003 uccise un rapinatore, è stato assolto.

Il 17 maggio 2003, due ragazzi entrarono nel suo bar, in piazzale Baracca, in una zona centralissima di Milano, per rapinarlo, Petrali reagì uccidendo Andrea Merlino 20enne e ferì Andrea Solaro, che all’epoca aveva  appena 16 anni. Petrali, sconvolto dalla rapina, aveva inseguito i rapinatori, che si erano dati alla fuga, e li aveva colpiti alle spalle con 7 colpi d’arma da fuoco.

La sentenza è stata emessa nel primo pomeriggio dalla Corte di Appello di Milano. In primo grado Petrali era stato condannato a un anno e otto mesi, e la pena era stata sospesa. Secondo i giudici l’uomo ha agito “in stato di legittima difesa putativa“. All’esterno del Tribunale si è radunata una piccola folla, con alcune bandiere della Lega, che manifestava a favore dell’imputato.
Oggi è stata scritta bella pagina di giustizia e finalmente abbiamo avuto la risposta che aspettavamo da tanti anni”. Così Marco Petrali, figlio e legale di Giovanni, accoglie la sentenza che assolve suo padre dal reato di omicidio colposo. “Adesso dobbiamo aspettare le motivazioni – ha detto l’avvocato – ma su questa decisione ha giocato molto lo stato mentale in cui versava mio padre dopo l’aggressione all’interno del negozio”. Sull’ipotesi che il padre possa tornare a possedere un’arma, Petrali risponde: “Non la vorrebbe più avere un’arma con sè – ha detto il figlio – perchè se poi succedono certe cose i processi morali che uno si porta dietro sono devastanti”. Marco Petrali ha anche espresso la propria soddisfazione per la decisione del giudice di restituire la pistola all’uomo: “E’ un ricordo di guerra del nonno”, ha detto il figlio del tabaccaio.
Il caso di Petrali era diventato a tutti gli effetti “politico”. La manifestazione a difesa dell’imputato organizzata dalla Lega Nord ne è la dimostrazione.

Per Matteo Salvini, capogruppo del Carroccio in Consiglio Comunale, “è un sospiro di sollievo per tanta gente per bene. “La sentenza – prosegue Salvini – stabilisce che uno che ha risposto dopo essere stato aggredito mentre svolge il suo lavoro è innocente”.

Giusy Cerminara

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