Mafia, Massimo Ciancimino accusato di calunnia

Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, è stato fermato oggi dagli agenti della DIA del capoluogo siculo, per ordine della Dda palermitana, mentre era diretto in Francia per trascorrere le vacanze pasquali. Ciancimino che è già stato condannato per riciclaggio, figura come uno dei maggiori collaboratori della procura palermitana.

Oggi comunque, è stato fermato a Bologna, mentre viaggiava sull’autostrada con la sua famiglia. L’accusa è di calunnia nei confronti dell’ex capo della polizia Gianni de Gennaro. L’uomo infatti, come collaboratore ha consegnata alla procura moltissimi documenti che sono stati utilizzati per inchieste di mafia, tra cui quella scottante sui rapporti tra Cosa Nostra e lo Stato.

A Ciancimino i magistrati contestano l’inserimento successivo su un documento, per di più fotocopiato, del nome dell’ex capo della polizia de Gennaro. Nel foglio scritto da Vito Ciancimino, il padre dell’imprenditore, al cui interno appare un elenco di persone coinvolte negli affari contestati tra personaggi delle istituzioni e Cosa Nostra, non ci sarebbe il nome di de Gennaro, aggiunto come detto, solo successivamente tramite fotocopia del documento stesso.

Un fatto increscioso, che non ha sconvolto il giovane imprenditore, per il momento fermo alla questura di Bologna. Ciancimino, infatti, si è dichiarato tranquillo poiché ha sostenuto di aver sempre fatto presente ai magistrati, di non conoscere l’esatta provenienza dei documenti che lui ha consegnato in procura e che sono oltre 250, meravigliandosi che gli venga contestato il pericolo di fuga. La sua collaborazione nelle inchieste, è sempre stata totale. Adesso aspetta fiducioso il colloquio di domani per poter chiarire ogni cosa  e ribadire la sua totale disponibilità alle forze dell’ordine.

Teresa Corrado

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