Ultimissime

Per la strage di Crans-Montana adesso i proprietari de Le Constellation sono indagati

Da Crans-Montana le ultime notizie: i proprietari de Le Constellation sono stati indagati

strage crans montana ultime notizie

A tre giorni dal devastante incendio che ha trasformato la notte di Capodanno in una tragedia senza precedenti a Crans-Montana, iniziano a emergere i primi, pesantissimi indizi di colpevolezza. Il rogo, che ha causato la morte di 40 giovani – poco più che adolescenti – e il ferimento di altri 119, porta ora formalmente sotto accusa i gestori del locale Le Constellation, una coppia di coniugi francesi, moglie e marito, indagati per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo.

L’inchiesta è solo agli inizi, ma il quadro che si va delineando solleva interrogativi inquietanti. Come è possibile che in un bar alla moda, situato nel cuore di una delle stazioni sciistiche più esclusive delle Alpi, non abbia funzionato neppure uno dei sistemi di sicurezza? Perché nulla ha fermato una tragedia che si è consumata in pochi minuti e che viene già definita la più drammatica notte di San Silvestro nella storia della Svizzera?

In questi giorni si è detto tanto sul fatto che i ragazzi presenti alla festa prima dell’incendio abbiano iniziato a riprendere invece che scappare, non rendendosi conto del pericolo. Quelle immagini però oggi, ci permettono di sapere molto di quello che è accaduto nel locale e aiuteranno chi indaga a capire meglio come sono andate le cose. I ragazzi purtroppo, non si sono subito resi conto del pericolo perchè forse, mai avrebbero immaginato che potesse accadere.

Crans-Montana: adesso i proprietari del locale sono indagati

Secondo quanto risulta dal Registro di commercio del Cantone Vallese, Jacques Moretti e la moglie Jessica sono titolari, dal 3 novembre 2015, ciascuno del 50% della società a responsabilità limitata che gestisce il “caffè-ristorante Le Constellation”. La Srl, con un capitale di 20 mila franchi svizzeri, è autorizzata a operare nella ristorazione e alla vendita di bevande e vini nel locale situato al numero 35 di rue Centrale.

Uno dei primi nodi da sciogliere riguarda l’affollamento. Gli investigatori dovranno accertare se, nella notte di Capodanno, il numero delle persone presenti superasse – e di quanto – la capienza consentita. Secondo il sito cittadino, la capacità complessiva del locale era di 340 persone, distribuite tra il dehors esterno, il piano terra e il piano interrato. È proprio da quest’ultimo che, intorno all’una e trenta, si sarebbe sviluppato l’incendio che ha devastato la struttura e seminato la morte.

Ormai appare certo l’innesco: le fontane di scintille inserite nei colli delle bottiglie di champagne, agitate incoscientemente sopra le teste dei ragazzi, avrebbero raggiunto il soffitto basso come si vede nei video postati sui social e finiti sulle tv di tutto il mondo. Qui si apre un altro interrogativo cruciale: il rivestimento sintetico a spuntoni che ricopriva il soffitto, installato per assorbire l’eco della musica dei dj, era davvero ignifugo?

Le immagini, drammatiche che arrivano da Crans-Montana, riprese con i telefoni cellulari da chi di lì a poco avrebbe visto la morte in faccia, mostrano un materiale che sembra prendere fuoco con una rapidità impressionante. Gli stessi video testimoniano inoltre che, nonostante fumo e fiamme, l’impianto antincendio – che avrebbe dovuto essere presente – non è mai entrato in funzione.

Restano poi altre domande, forse ancora più scomode. Perché all’interno del locale si ballava, quando nello scopo sociale della società non si fa alcun riferimento all’uso come sala da ballo, secondo quanto sta emergendo in queste ore? E perché non era presente alcun adulto a vigilare, mentre centinaia di under 17, eccitati dall’alcol e dalla festa, affollavano gli spazi? La normativa svizzera consente di servire vino e champagne ai maggiori di 16 anni, ma ciò non esime da obblighi di controllo e responsabilità. Secondo il racconto dei ragazzi, i body guard erano all’esterno del locale, e i primi a scappare, hanno avvisato proprio loro di quanto stava accadendo nel seminterrato.

Un altro elemento chiave è rappresentato dalla scala di circa quindici gradini che collega il piano interrato al piano terra e all’uscita. È lì che si sarebbe creata la micidiale strozzatura: una massa di corpi intrappolati dalla calca, dal panico e dal terrore, mentre cercavano disperatamente una via di fuga. Secondo alcune testimonianze, la scala sarebbe stata ristretta in seguito a una ristrutturazione avvenuta negli anni passati. Se confermato, si tratterebbe di un dettaglio decisivo nella catena delle responsabilità.

Si indaga a Crans-Montana per accertare le responsabilità

La Procura federale di Sion dovrà ora fare piena luce su ogni aspetto: capire perché i sistemi antincendio non abbiano funzionato, verificare se ambienti, arredi e materiali rispettassero le severe norme di sicurezza previste per i locali pubblici in Svizzera, e stabilire se eventuali violazioni abbiano contribuito in modo diretto all’elevatissimo numero di vittime.

I coniugi Moretti, nel frattempo, appaiono sotto shock. Distrutti e prostrati, sono stati inizialmente ascoltati come testimoni prima di essere formalmente indagati. Jessica Moretti è rimasta anche ustionata a un braccio. Il marito ha dichiarato alla stampa svizzera che all’interno del locale tutte le norme di sicurezza erano rispettate. Una fonte vicina alla famiglia sostiene che la scala fosse a norma e che esistesse un’uscita di sicurezza al piano interrato. Un’uscita che, alla luce della strage, non sembra aver salvato nessuno. La procuratrice generale del Cantone Vallese, Beatrice Pilloud, si è limitata a confermarne l’esistenza, senza però chiarire se fosse realmente utilizzabile nel momento cruciale.

Mentre le indagini proseguono, una comunità intera resta sospesa tra il dolore e la ricerca della verità, chiedendosi come una notte di festa si sia potuta trasformare in un incubo che ha segnato per sempre la storia recente di Cran-Montana e dell’intera Svizzera.

Seguici

Seguici su

Google News Logo
Ricevi le nostre notizie da Google News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.