Elena, bimba dimenticata in auto: non è il primo caso

Il caso di Elena, la bimba morta, purtroppo, dopo essere stata dimenticata dal padre in auto al sole , a Teramo, ha ovviamente scosso l’opinione pubblica. Purtroppo non è il primo caso, e non mi riferisco a chissà quanto tempo fa: qualche anno orsono successe a Catania, un fatto proprio analogo a questo. Quella volta si trattava di un maschietto: il padre si accorse, dopo un intera giornata di lavoro, che il piccolo era rimasto in auto. Quella volta, a differenza della bimba abruzzese, non c’era stato nulla da  fare.  Invece la bambina era stata qualche giorno all’ospedale, dove ad un certo punto era sembrato che progredisse, e che potesse essere tratta in salvo. Si tratta di un dramma umano di proporzioni incredibili, per due genitori:  è immaginabile lo stato d’animo del papà.  La moglie, infatti, lo difende pubblicamente, forse per troncare sul nascere ogni dubbio ed ambiguità sulla propria posizione: parla di “un padre esemplare”, sempre dedito alla famiglia, innamoratissimo della propria figlioletta, che addirittura la prima parola che ha pronunciato è stata “papà”, anzichè il più tradizionale “mamma”.   Casi di questo genere chiamano sempre in causa psichiatri, psicologi, studiosi ed esperti di relazioni familiari.  In qualche commento il padre è stato definito una “personalità immatura”, in altri casi i termini sono anche più complessi e più scientifici.  E’ giusto che gli esperti facciano il loro mestiere, e che la cosa venga anche analizzata.  Comunque sia, la cosa più normale, e più corretta, forse,  perlomeno a mio avviso, è di rimanere in silenzio. Poco si può aggiungere o commentare, anche per rispetto del dramma che sta vivendo quella famiglia.

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