Processo Rignano, si fermano le proteste: garantita rapida prosecuzione

L’incubo che il processo sui presunti abusi riguardanti i bimbi della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio potesse subire un grave rallentamento è ormai passato.  Il processo di Rignano non dovrà ripartire da zero, come si era temuto in questi giorni a causa della sostituzione di uno dei giudici. L’opposizione dei difensori di due dei cinque imputati in questo doloroso processo di presunta pedofilia, che tutto continuasse senza la necessità che il nuovo giudice ascoltasse dal vivo tutte le testimonianze, aveva fatto temere il peggio.

Tutto procedeva già a ritmo lento e ricominciare il processo da zero era una ipotesi inaccettabile per tutti i genitori delle presunte vittime i quali non hanno perso tempo e hanno protestato chiedendo comprensione e giustizia.

Il giudice Marzia Minutillo Turtur avrebbe dovuto far parte della Commissione d’esame per il concorso in magistratura e per assumere tale incarico era stata messa “fuori ruolo”. Il Csm ha poi revocato la propria decisione e con venti voti a favore ha “restituito” il magistrato al processo. In tal modo tutti si è risolto per il meglio.

Ma cosa ha fatto davvero cambiare idea al Csm, evitando così ulteriori proteste? Il presidente Alessandro Pepe ha sottolineato l’esigenza di “garantire la più rapida prosecuzione del processo” , ma non solo. Ciò che accaduto sembra avere anchecontribuito ad accelerare il tutto, infatti, a partire da settembre si passerà dal ritmo di un’udienza al mese ad una a settimana, e da dicembre a due udienze a settimana.

Soddisfatti i genitori dei piccoli e il vicepresidente Michele Vietti, ma non sono mancati i dubbi in merito alla revoca e all’importanza della campagna mediatica su tale decisione.

Ma ciò che conta realmente è ben altro.

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