Mediaset, la Corte Ue si pronuncia contro i contributi della Finanziaria

Altra sconfitta per Silvio Berlusconi. Oggi la Corte di giustizia della Ue ha riconfermato che i contributi italiani elargiti in Finanziaria del 2004 e 2005, risultano aiuti di stato ad emittenti privati e che per questo motivo devono essere restituiti.

Un colpo duro alla Mediaste che adesso deve restituire i finanziamenti ricevuti ma che, anche per la Corte europea, sono ingiusti e a vantaggio solo di un’utenza, cioè solo per quelle reti che attraverso il decoder terrestre, hanno avvantaggiato solo le emittenti terrestri, a discapito di quelle satellitari, per le quali gli utenti devono acquistare un altro decoder, non coperto da finanziamento come i primi.

Una strategia che avevano messo in atto i dirigenti di Mediaset non solo per usufruire di contributi pubblici, ma anche per invogliare gli spettatori a comperare i decoder terrestri e quindi a spingerli verso le proprie reti a discapito delle altre.

Mediaset si era appellata dopo la sentenza di primo grado che le imponeva di restituire i contributi, pensando di avere argomentazioni giuste per il proprio operato. Invece la Corte Ue che si è espressa nel secondo e ultimo grado, ha ribadito con chiarezza la sentenza di primo grado.

Adesso bisogna solo valutare quantitativamente l’esatta somma che Mediaset deve restituire allo Stato italiano. Nel febbraio 2010 sono già stati versati 6,1 milioni ma a garantire l’entità dei contributi si pronuncerà il tribunale civile di Roma a cui si è rivolta Mediaset perché l’importo pagato è, per l’azienda, troppo alto. Intanto il Tribunale ha disposto tutti gli accertamenti del caso per potersi esprimere in modo adeguato.

Teresa Corrado

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