Roma, i monumenti sono sotto stretta sorveglianza

Il patrimonio italiano sta subendo un attacco sempre più grave da parte dei vandali. Dopo le numerose scritte che si “ammirano” su statue, nelle piazze, sugli edifici delle nostre città, adesso vengono presi d’accatto i monumenti caratteristici di Roma, quelli che attirano tanto i turisti e permettono di ammirare le opere di immani scultori che hanno operato nella città eterna.

Un nuovo attacco ieri, a piazza Navona, dove è stata presa di mira la statua del Moro, sfregiandola e dopo alcune ore ha tirato un sampietrino verso la Fontana di Trevi.

Secondo testimonianze e video, sembra che ad “attaccare” i monumenti di roma, sia un vandalo seriale, non nuovo a questo genere di sfregio, che va ben oltre le palline lasciate cadere a Piazza di Spagna o il colorare l’acqua delle fontane.

Qui si tratta di un vero attentato alle bellezze monumentali di cui Roma può sfoggiare uno dei primati più importanti e più belli.

È aumentata l’attenzione delle forze dell’ordine sui monumenti e sulle piazze romane. Circa 1200 telecamere collegate alla Sala Sistema Roma, sono puntate sul patrimonio romani, su piazze e monumenti principali, per i quali è scattata un’attenzione particolare.

Anche i vigili municipali sono stati messi in stato di allerta e hanno ricevuto l’identikit di quello che dovrebbe essere il vandalo seriale che si diverte a distruggere i monumenti romani. Sarebbe un uomo di 45 anni, alto 1.75 cm, con pochi capelli, che ieri indossava una maglietta scura, jeans e scarpe da ginnastica “Converse”. A riprenderlo proprio alcune delle telecamere posizionate per il controllo delle piazze.

Non nuova questa pratica, non pochi hanno dimenticato lo sfregio fatto all’interno della Basilica di San Pietro, alla statua di Michelangelo che rappresenta la Pietà. Per proteggere l’opera, è stata installata una vetrata antiproiettile che mostra si la statua, ma ai visitatori attenti, ne fa perdere la reale bellezza visiva. Un prezzo da pagare a causa delle azioni vandaliche di alcune persone.

Ieri, poi, un altro turista è stato fermato in serata, nei pressi del Colosseo, dalla polizia e quindi denunciato perché aveva con sé del materiale riconducibile all’anfiteatro Flavio. Un ricordo che l’uomo voleva portare con sé nel proprio paese.

Una pratica non nuova questa, quella di impossessarsi di materiale vario ritrovato nei siti archeologici visitati.

Teresa Corrado

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