Omicidio Melania Rea, gli avvocati di Parolisi cercano il telefonista

Si torna a parlare dell’omicidio di Melania Rea nella puntata di Quarto Grado in onda il 16 maggio 2014. Gli avvocati di Salvatore Parolisi alla presenza del fratello Michele hanno deciso di parlare della pista che stanno seguendo per dimostrare l’innocenza del loro assistito. Vogliono cercare di rintracciare il telefonista che segnalò la presenza del corpo di Melania nel bosco delle Casermette. Vi ricordate che fu un anonimo a chiamare le forze dell’ordine da una cabina telefonica ma che in questi quattro anni non è stata rintracciata questa persona? Gli avvocati di Parolisi sono sicuri che questa stessa persona che ha chiamato per dire di aver visto il corpo di Melania possa essere utile nelle indagini per dimostrare anche che Parolisi non ha nessun legame con la morte di sua moglie. E’ davvero così?

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Anche il fratello e lo zio di Melania Rea pensano che sarebbe utile il ricordo del’uomo che ha chiamato ma ribadiscono anche un concetto: questa persona ha chiamato due giorno dopo l’omicidio di Melania, non ha quindi visto niente nel giorno in cui l’assassino avrebbe barbaramente ucciso la donna. Come potrebbe essere utile per le indagini?

L’avvocate Gentile però decide di lanciare un appello, credendo che il misterioso telefonista sia un abitante del luogo ( visto anche l’accento che si sente nella breve conversazione telefonica). Chiede alla persona di palesarsi oppure a chiunque sappia qualcosa di raccontarlo alle forze dell’ordine, ogni dettaglio potrebbe essere utile visto che secondo la loro difesa in carcere in questo momento c’è un uomo che non ha ucciso Melania Rea.

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Il fratello di Melania, Michele, e suo zio sono invece convinti che anche se il telefonista fosse rintracciato non cambierebbe l’esito del processo.

One response to “Omicidio Melania Rea, gli avvocati di Parolisi cercano il telefonista

  1. CARI AVVOCATI GENTILE E BISCOTTO VI VEDO COME IL GATTO E LA VOLPE IL VOSTRO ASSISTITO E INNOCENTE! SICURO, MA C E’ UN PARTICOLARE CHE SUPPONGO CONOSCIATE,E CIOE’ CHE IL VOSTRO ASSISTITO E IL MOVENTE DI QUEST’OMICIDIO E QUESTO VOI LO SAPETE, BASTEREBBE SOLO VOMITARLO MA, QUESTO PORTEREBBE A QUALCOS’ALTRO DI GRAVE INVECE LA VOSTRA DIFESA TENTA SOLO DI SCAGIONARLO PER UN DELITTO NON COMMESSO PERCHE? PERCHE SICURAMENTE IL VOSTRO ASSISTITO NON RESTEREBBE IN GALERA PER L’OMICIDIO MA SICURAMENTE CI RESTEREBBE PER QUALCHE ALTRO GRAVE REATO NON SOLO, MA OLTRE AD ESSERE CONDANNATO AL CARCERE, GLI POTREBBE ANCHE CAPITARE QUALCHE COSA DI PEGGIO.DOVE RIMANE SANT’ANTMO? TRA SCAMPIA E AVERSA, MENZIONO QUESTO PERCHE’ MI SONO FATTA UN’IDEA A MIO AVVISO ABBASTANZA VERITIERA, HO DETTO TUTTO! CARI AVVOCATI, ORA RESTA A VOI FARE UNA GIUSTA CONSIDERAZIONE MEGLIO RIMANERE IN CARCERE PER OMICIDIO? CHE PER IL VOSTRO MODUS OPERANDI SICURAMENTE CI RESTERA, O FAR SI CHE IL VOSTRO ASSISTITO DICA TUTTA LA VERITA’ QUELLO CHE SAREBBE GIUSTO FARE,CON TUTTO CIO, CHE PER LUI NE CONSEGUIRA’. CON OSSERVANZA LIVIUS

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