Lampedusa: dispersi due barconi, continua l’emergenza immigrazione


Tra il 22 e il 25 marzo da Lampedusa sono partiti due barconi, di cui al momento si è persa ogni traccia. Sarebbero circa 400 le persone disperse.

L’Unhcr lancia un appello affinchè le ricerche continuino e vengano intensificate. Le due imbarcazioni provengono dalla Libia, e di loro non si hanno più notizie. Un barcone era partito il 22 marzo, e su di esso ci sarebbero 330 migranti, mentre l’altro, partito il 25 marzo, avrebbe 68 passeggeri a bordo. Si tratta probabilmente di  migranti somali, eritrei ed etiopi, a detta dell’Agenzia dell’Onu per i Rifugiati.

Intanto sull’isola di Lampedusa è ancora viva l’emergenza immigrazione. Riprendono quindi oggi i trasferimenti diretti verso i Cie di Napoli, Catania e Trapani. Due navi in partenza da Lampedusa trasporteranno 3.700 immigrati tunisini. Ma le operazioni vengono rallentate per via del forte vento di maestrale che soffia sull’isola.


Venerdì sera il commissario di polizia Corrado Empoli aveva annunciato la partenza ai tunisini, che, stremati dal freddo e dal vento, hanno accolto con entusiasmo la notizia. Empoli li ha rassicurati dicendo loro: «La vostra sofferenza ha quasi termine, questa sarà l’ultima sera che trascorrerete a Lampedusa». Ma i tunisini non hanno nascosto il loro scetticismo al riguardo, ed hanno attuato una nuova protesta sull’isola con un corteo di fischi e cori al grido di “Italia, Italia“, “Vogliamo partire“, dovuta al timore di rimanere bloccati lì.

A scatenare il tutto è stata la notizia di un possibile rinvio, in seguito a quello di venerdì. Le forze dell’ordine li hanno quindi rassicurati, dicendo che le operazioni di trasferimento proseguiranno regolarmente, ma bisognerà comunque fare i conti con le condizioni metereologiche. I responsabili del servizio infatti spiegano: «Probabilmente le operazioni subiranno qualche rinvio a causa del maltempo, ma la nave Superba partirà in giornata. Attendiamo l’arrivo della seconda nave passeggeri».

Le proteste intanto però non si fermano, e il corteo prosegue al grido di “Libertè, libertè“.

Assunta De Rosa


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