Terremoto in Abruzzo, una tragedia da non dimenticare

Sono trascorsi 2 anni da quel 6 aprile quando alle 3.22 della notte la terra ha tremato e il terremoto ha distrutto l’Aquila, cancellato il paesino di Onna, e altre località dell’Abruzzo.

Attimi infernali che hanno costretto la popolazione aquilana ad abbandonare le proprie case e le proprie vite per sfuggire alla furia del terremoto.

Poi le operazioni di soccorso, le macerie dello studentato sgretolatosi come un castello di sabbia, la vita nelle tendopoli e la gente che tentava di ritornare nelle proprie abitazioni per raccogliere quel po’ che era rimasto. Sono immagini chiare, ancora stampate negli occhi della gente, che raccontano la tragedia di un popolo sradicato dalla sua terra con violenza.

Un tragico bilancio quello che a mano a mano veniva fuori, e che alla fine portò a contare oltre 300 vittime.

Stanotte una fiaccolata ha ricordato quanto avvenuto 2 anni fa, e i 309 rintocchi della campana della Chiesa della Anime Sante hanno portato alla mente tutte le 309 persone morte nel terribile sisma, per far sì che nessuno li dimentichi.

E oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato alla basilica di Collemaggio all’Aquila, per assistere alla messa in suffragio delle vittime del terremoto. Accompagnato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Napolitano si è diretto verso le transenne dove lo attendevano i famigliari delle vittime. Accanto a lui il sindaco Cialente, i presidenti di Regione Abruzzo, Chiodi, e Provincia dell’Aquila, Del Corvo.

Non si può e non si deve dimenticare quanto accaduto, soprattutto non si può ricordare solo una volta l’anno, ma tutta l’Italia deve dimostrare di essere sempre vicina agli aquilani e a quanti hanno subito quel dolore.

Giusy Cerminara

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