Elezioni Regionali 2015, a vincere è l’astensionismo

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Un dato allarmante emerge dalle elezioni regionali 2015: gli italiani si sono stufati della politica. In molti, nella giornata di ieri, hanno preferito il mare alle urne e il risultato non è mai stato così negativo: l’astensionismo è salito a livelli altissimi, con un italiano su due che non è andato a votare. Rispetto alle ultime regionali si registra un calo del 10% con la Toscana regione tra le più disamorate: a votare va appena il 48% degli aventi diritto al voto. Ma anche nelle altre regioni non va meglio: in Campania vota il 51.9%, nelle Marche il 49,78%, in Liguria il 50.67%.

Elezioni regionali 2015, risultati. Il Pd parla di vittoria per 5-2 contro gli avversari ma in realtà il centrosinistra ha di che preoccuparsi: mantiene la guida di Marche, Toscana, Umbria e Puglia, strappa la Campania al centrodestra (vince De Luca) ma in generale registra più basse percentuali di preferenze e perde la Liguria.

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Qui infatti vince Forza Italia con Giovanni Toti che ottiene il 34% dei voti. La Toscana è ancora appannaggio del Pd che si conferma partito più votato (48.05%) con Enrico Rossi riconfermato Presidente. Le elezioni regionali del Veneto vedono la riconferma di Luca Zaia della Lega che doppia l’avversaria del centrosinistra, Alessandra Moretti: 50,65% vs 22.92% alle urne. La Lega acquista punti un po’ ovunque, soprattutto in Toscana, regione da sempre considerata rossa insieme alla Emilia Romagna, dove il partito di Matteo Salvini fa registrare un 20% da non crederci, commentato con grande entusiasmo, via Twitter, dal candidato Claudio Borghi. E il M5S? In calo rispetto alle ultime elezioni con l’entusiasmo nei confronti del movimento politico fondato da Beppe Grillo che è andato via via scemando; in calo anche Forza Italia che, a parte la Liguria, non registra altri exploit di rilievo. Ma in generale, possiamo dire che a vincere è l’astensionismo: gli italiani non vogliono sentire più parlare di politica, e rinunciano al diritto di voto.

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